Il web è popolato di “brave ragazze” e “gentili signore”. Parola di Adele Marra, direttrice di DonnaèWeb (DèW). Un concorso dedicato al talento, alla creatività e all’imprenditoria femminile nella rete. Le vincitrici saranno proclamate domenica 16 dicembre a Pietrasanta, città d’arte nel cuore della Versilia che da venerdì 14 ospiterà il festival “OnOff” dedicato ai nuovi media. Workshop, laboratori didattici e tavole rotonde per dare voce alle donne che si muovono dentro e fuori la rete, far conoscere le professionalità emergenti nell’arena digitale e creare nuove strategie e opportunità di lavoro attraverso il networking.

“Il concorso è nato nel 2004 come costola del Premio Web Italia  e nel corso degli anni ha dato voce alle donne e alle loro professionalità, facendo affiorare un vero e proprio tesoro sommerso”, racconta l’ideatrice di DèW. “All’epoca ritenevamo fosse necessario far emergere il volto femminile che si nascondeva dietro siti internet e web-agency. Oggi invece è un dato di fatto che dietro alle architetture del web c’è anche un’anima rosa: vogliamo dunque favorire l’imprenditoria femminile nel mondo digitale”.

Del resto, alla faccia dello stereotipo della tecnologia esclusivo dominio maschile, diverse ricerche testimoniano un’alta presenza delle donne nella rete. Secondo i dati di Ipr marketing, in Italia donne e giovani sono le categorie più attive online. Dal rapporto Nielsen “Women of tomorrow”, emerge che le donne usano sempre più i social media per costruire comunità, per discutere di vita familiare, salute, benessere, shopping e per la gestione della carriera. E anche secondo l’Istat le donne sono sempre più all’avanguardia nell’uso della rete. Dalla fotografia scattata nel 2011, risulta infatti che le differenze di genere si vanno attenuando e, se nel 2005 le donne internaute erano poco più di un quarto della popolazione, l’anno scorso ne costituivano quasi la metà.

In particolare, “l’imprenditoria femminile” secondo Adele Marra “trova nel web l’alleato migliore, perché spesso non richiede grandi investimenti iniziali e anche molte attività di artigianato trovano in internet visibilità e la possibilità di diventare business”. Considerando le candidature al premio DonnaèWeb, emerge un popolo di project manager, giornaliste, programmatrici, grafiche, sviluppatrici, informatiche e blogger, che usano le potenzialità del web 2.0 per fini professionali. “Fashion, food, family, travel sono solo alcune delle arene digitali in cui le donne hanno avviato progetti imprenditoriali autonomi o microimprese al femminile”.

Anche secondo Annamaria Testa, pubblicitaria e docente all’Università Bocconi di Milano, finalista per la categoria “community” con il sito Nuovoeutile, “la presenza femminile nel web è molto alta. Del resto internet è un mondo molto più composito e variegato di quanto si immagini: da una parte già ricco di voci femminile forti e dall’altra pieno di nuove opportunità. Le donne in rete parlano di politica, di letteratura, di lavoro o, come fa Nuovoeutile, di creatività e innovazione. E poi, si pensi alle comunità di donne che portano avanti campagne sul femminicidio o sulla comunicazione sessista, e alla peculiare presenza delle mamme, che con internet sostituiscono la rete, ormai inesistente nelle grandi città, di nonne e zie”.

Ed è proprio dedicato alla rete come risorsa per le donne che vivono “lo tsunami della maternità” il progetto della blogger Chiaraluce, finalista del contest “Una buona idea”. “Quando nasce un bambino nasce anche una mamma. La maternità è un percorso meraviglioso, accompagnato però da una serie di emozioni difficili da gestire, di cui si parla poco. Per questo abbiamo creato uno spazio di confronto in rete, con una chat di supporto emotivo e un forum. In caso di vittoria, realizzeremo una serie di seminari on line, gratuiti, per aiutare le neo-mamme a rifocalizzare i propri punti di forza, utilizzandoli sia all’interno della famiglia che nel mondo del lavoro. La maternità infatti fa emergere nuove competenze, utili anche in campo lavorativo: dalla capacità di problem solving a quella di gestire più attività contemporaneamente, ottimizzando il tempo”.