Conservatori a favore della legalizzazione delle droghe leggere e del matrimonio gay in chiesa. Mentre in Italia torna la destra che ha monopolizzato il dibattito pubblico degli ultimi venti anni, quella britannica lancia nuove sfide e cerca di rubare terreno ai laburisti. Il matrimonio fra persone dello stesso sesso, innanzi tutto, è il primo campo di battaglia. Il primo ministro David Cameron, che guida una coalizione di conservatori e liberaldemocratici, ha intenzione di varare la legge entro Pasqua. E ora un nutrito gruppo di politici britannici firma una petizione per spingere il premier verso questa decisione e per esortarlo a non soccombere a quella parte di Tory e della Chiesa anglicana che invece non ne vogliono sapere. Ma il fronte dei diritti si allarga anche sul versante delle droghe leggere.

Una commissione del Ministero dell’Interno e della House of Commons ha presentato una proposta a Cameron: “Rivediamo le leggi sulle sostanze illecite, che sono ferme agli anni Sessanta e Settanta. L’attuale legislazione sulle droghe non è in grado di governare il problema. Quindi pensiamo pure a una certa legalizzazione”, dicono ora i parlamentari della commissione. Molti dei quali conservatori, appunto. Diritti delle persone Lgbt e droghe, quindi, sono le nuove sfide della destra a Londra e dintorni. Il gruppo “Freedom to Marry”, libertà di sposarsi, accoglie nuovi firmatari, come il sindaco di Londra Boris Johnson, il ministro dell’Educazione Michael Gove e il ministro dei Trasporti Patrick McLoughlin, che è addirittura cattolico, ma non teme le ritorsioni dell’elettorato che crede nel Papa. Obiettivo, non tanto forzare le chiese a sposare gli omosessuali, quanto renderlo possibile ai luoghi di culto che intendono farlo. Così, se la legge dovesse passare, chiese, sinagoghe, templi di ogni genere e qualcuno pensa addirittura qualche moschea potranno essere in grado di sposare coppie dello stesso sesso, con pieno valore legale per questo tipo di matrimoni. Ora, in una lettera al Sunday Telegraph pubblicata, 19 conservatori dichiarano: “Il matrimonio dovrebbe essere aperto a tutti, al di là della sessualità. Le Civil Partnership (le unioni civili, ndr) sono state un ottimo risultato. Ma non sono abbastanza, non sono matrimoni riconosciuti a livello globale”. Chiesa cattolica e una parte di quella anglicana sono, chiaramente, contrarie. E la legge troverà qualche opposizione in più alla House of Lords, la camera “alta” del parlamento britannico. Ma il governo pare voler andare spedito come un treno e, da qui a Pasqua, considerando i tempi della politica, è un periodo veramente breve.

Poi, il fronte delle droghe leggere, o almeno considerate tali: è molto probabile che, entro pochi mesi, venga formata una “royal commission” che si occuperà di analizzare le varie proposte in campo e di stilare un rapporto. Le conclusioni di queste commissioni non sono vincolanti per i governi in carica, ma è assai difficile che Cameron possa voltare le spalle alle indicazioni provenienti da parlamentari della sua stessa maggioranza. “Le attuali leggi sulla droga sono assolutamente datate”, ha indicato oggi la commissione, “si tratta di regole scritte quando il numero delle droghe sul mercato era infinitamente minore e quando controllare il traffico di sostanze illecite era molto più facile”. Chi si oppone alla legalizzazione, ora, dice che quella dei conservatori è solo una resa, di fronte a una situazione troppo complessa e difficile da gestire. Ma, se è vero che nel 2012 nel Regno Unito ben 500mila persone hanno provato l’Mdma, ovvero l’ecstasy, “è chiaro – dicono ora i componenti della commissione – che qualcosa deve essere fatto per riscrivere le regole”. E se è vero anche che, come molti sostengono, Cameron è tendenzialmente favorevole a una certa legalizzazione (questo era nel suo programma iniziale, poi annacquato per la contrarietà della base conservatrice), il 2013 potrà portare molte novità, nel Regno Unito, sul fronte di ciò che è lecito e di ciò che non lo è.