Non volevo crederci. Ho fissato a lungo lo schermo della tv illudendomi che no, non può esistere un prodotto televisivo così brutto, di qualità così infima, girato malissimo, interpretato peggio. E invece il film per la tv Amanda Knox era reale, stava andando in onda su Canale 5 davanti ai miei, ai nostri occhi. La ricostruzione del delitto di Meredith a Perugia confezionata dal popolare canale americano Lifetime è riuscita a farmi rimpiangere i plastici di Bruno Vespa, i pipponi moralisti di Barbara Palombelli e le elucubrazioni piacione di Paolo Crepet.

La storia la conosciamo e il raccapriccio televisivo non deriva dalla vicenda torbida di Perugia, quanto da un’opera davvero di bassa qualità, che sta alla buona tv quanto le giacche sagomate stile Andropov di Bersani stanno alle ultime sfilate di Pitti Uomo. Hayden Panettiere, starlette di quart’ordine che interpretato il ruolo di Amanda, aveva l’intensità recitativa di una stufa a gas, Raffaele Sollecito aveva assunto le sembianze di un nerd imbranato, il malcapitato Lumumba era un mix tra Mamy di Via col vento e il maggiordomo della famiglia Zampetti de I ragazzi della III C.

Un incubo televisivo vero e proprio, dal quale ci siamo svegliati solo alle 22.45 quando, su Fox, cominciava l’ultimo esaltante episodio di The Walking Dead prima della pausa invernale. Ecco, non sappiamo se la tv generalista sia morta o no. Di sicuro, però, è meno appetibile di un’orda di zombie che camminano.  

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