Nuovi provvedimenti giudiziari per i No Tav, accusati di essere coinvolti in un’occupazione a Torino e di minacce e percosse nei confronti di alcuni giornalisti in Valsusa. All’alba sono staccate perquisizioni e arresti nel capoluogo e in Val di Susa. Sono 19 gli attivisti del movimento No Tav colpiti da provvedimenti giudiziari. Nelle stesse ore le forze dell’ordine apponevano i sigilli a un presidio a Chiomonte e ne rimuovevano un secondo, posizionato a poche decine di metri dall’ingresso del cantiere dell’alta velocità. I leader del movimento hanno convocato una conferenza stampa presso la sede della Facoltà di Lettere della città. Le accuse sono di una giustizia a doppia velocità “I nostri presidi non avevano le autorizzazioni, come tutte le altre costruzioni che si trovano nelle vicinanze, ma hanno smantellato solo le baracche del movimento”, spiega Alberto Perino. Per il leader del centro sociale Askatasuna, Lele Rizzo: “Gli arresti arrivano come a una bomba ad orologeria, che scoppia pochi giorni prima della mobilitazione che ci sarà a Lione contro il vertice italo-francese”. (Immagini da www.youtube.com/user/stendino2009)  di Cosimo Caridi