Avviato nel cantiere della Maddalena di Chiomonte, in provincia di Torino, lo scavo per il cunicolo esplorativo della nuova linea Torino-Lione. Secondo la Ltf – Lyon Turin Ferroviaire, società responsabile della sezione transfrontaliera della Tav, la galleria geognostica permetterà di conoscere meglio la struttura del massiccio in cui passerà la linea. La galleria sarà lunga complessivamente oltre 7,5 chilometri, con un diametro di 6 metri e 30 centimetri. Servirà anche ad accedere al cantiere del futuro tunnel transfrontaliero e, una volta che il collegamento ferroviario sarà in servizio, verrà utilizzata per la ventilazione e la manutenzione della galleria e come passaggio di sicurezza.

Il programma dei lavori prevede lo scavo dei 240 metri iniziali di galleria con metodo tradizionale, con l’uso di escavatore ed eventualmente martello demolitore nella prima parte; sarà poi valutato l’utilizzo dell’esplosivo. Dalla seconda metà del 2013, quando il cunicolo sarà entrato nella roccia, la fresa scaverà i restanti 7.300 metri. La maggior parte del materiale proveniente dallo scavo sarà convogliato all’esterno del tunnel dai nastri trasportatori e poi portato verso il deposito interno al cantiere, che – secondo quanto garantisce la Ltf – sarà oggetto di ripristino ambientale. Il cunicolo esplorativo è il corrispondente italiano delle tre discenderie già realizzate sul versante francese, a Villarodin-Bourget/Modane, a Saint-Martin-la-Porte e a La Praz, scavate oltre confine tra luglio 2002 e giugno 2010. Per il completamento della galleria geognostica italiana sono previsti 50 mesi di lavori.

Per stasera sono annunciate mobilitazioni da parte del movimento No Tav per protestare contro lo sgombero e il sequestro del presidio anti-Tav Garavella e contro la nuova inchiesta che ha portato a una serie di perquisizioni e di misure cautelari, sia per i fatti relativi all’occupazione simbolica degli uffici della GeoValsusa del 24 agosto 2012, sia per il blocco autostradale di Chianocco del 29 febbraio 2012. “Non vogliamo discutere del merito di questa inchiesta – dichiara Lele Rizzo, del centro sociale Askatasuna – un’inchiesta il cui cuore è l’occupazione della GeoValsusa. Voglio dire qualcosa sui tempi, perché viene lanciata a pochi giorni dalla prevista manifestazione a Lione. Si cerca dei creare un clima intorno al movimento No Tav che mira a indebolire la forza del movimento stesso. Ma non ci fermeranno”.

Rincara la dose Alberto Perino, uno dei leader del movimento valsusino: “Non siamo più in un Paese democratico dove le garanzie costituzionali vengono rispettate ma in un Paese in cui possono anche venire sospese. A Chiomonte abbiamo costruito un presidio sicuramente abusivo ma si guarda solo a quello mentre ci sono altre costruzioni abusive. Dentro il cantiere della Maddalena ci sono opere abusive e il cantiere stesso non ha ancora il progetto esecutivo, che per legge deve essere pubblico affinché si possano presentare eventuali osservazioni. E’ evidente che la legge non è più uguale per tutti”.