La Corte dei Conti “richiama” il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Da una parte una previsione di spesa del personale non conforme ai limiti previsti dalla legge. Dall’altra metodi “contabilmente” non corretti e non previsti dalle normative per arrivare al pareggio finanziario nel bilancio: una “reiterata irregolarità contabile – scrivono i magistrati contabili fiorentini – che oltre ad essere contraria ai principi di sana gestione, denota il permanere di una situazione di precarietà finanziaria che richiede l’adozione di particolari misure di adeguamento delle previsioni dell’entrata e della spesa”.

La bocciatura della Corte dei Conti è arrivata con una sentenza di due giorni fa. Per quanto riguarda la spesa del personale il Comune di Firenze ha previsto un totale per alcune tipologie contrattuali (cioè quelli a tempo determinato) che “risulta superiore al 50 per cento dell’importo totale della spesa sostenuta per le stesse finalità nell’anno 2009 (o triennio 2007/2009) (120,26%)”. 

Una situazione che “risulta aggravata dalla previsione nell’anno 2012 di nuove assunzioni di personale, rinnovi, proroghe dei contratti a tempo determinato. Ciò costituisce una grave irregolarità contabile in quanto in contrasto con la normativa e con i principi generali ai fini del coordinamento della finanza pubblica” scrive il collegio di 4 magistrati. 

Poi la parte del patto di stabilità interno che, dopo un precedente rilievo della magistratura contabile, sarà al vaglio dei revisori. “L’impostazione del bilancio pluriennale – scriveva la Corte dei Conti nella ‘grave irregolarità’ sottolineata in precedenza – per le annualità 2013 e 2014 non garantisce il rispetto del patto di stabilità e costituisce una grave irregolarità contabile per cui è necessaria l’assunzione immediata di idonei atti di correzione e l’eventuale rideterminazione delle previsioni di bilancio”. In più i giudici rilevano “il mancato rispetto del vincolo di destinazione” per i soldi incassati con le multe e con i servizi aggiuntivi di trasporto pubblico.

Il Comune di Firenze replica spiegando che è stato “il ministero ci ha autorizzato ad anticipare una quota di spesa dal 2013 al 2012 e la Corte dei Conti ci ha già dato l’okay”. Un provvedimento già in discussione in consiglio comunale. Per altro l’eliminazione dei vincoli del patto di stabilità è uno dei cavalli di battaglia di Renzi, da molto tempo. Il sindaco lo chiama sempre “patto di stupidità“. Resta il punto sui contratti a termine: “Si tratta di interpretazione relative al sistema di calcolo, vediamo come andrà a finire” è la replica.