“Un esperimento di democrazia partecipativa”. Questo, nelle parole degli attivisti cinque stelle, è stato l’incontro di ieri sera tra iscritti al Movimento e aspiranti candidati alle regionali della Lombardia per la provincia di Milano. Ma se l’imperativo è partecipare, ieri a Cernusco sul Naviglio i numeri non hanno dato ragione al Movimento: “Ci aspettavamo un assalto a Fort Apache”, ammette un attivista, “invece…”. La ‘graticola’ – così si chiamano queste serate – si svolge così: uno alla volta e con cinque minuti a disposizione, i trentacinque candidati di questo primo turno rispondono alle domande che il veterano Mattia Calise, consigliere comunale a Milano, rivolge loro sul palco. “Come ti comporti se durante un Consiglio regionale un consigliere di un altro partito ti propone di firmare una loro mozione?”. E ancora: “Come organizzerai la comunicazione con il resto degli attivisti?”. Lo ha spiegato lo stesso Calise: “Ci interessa capire come i candidati intendono il ruolo di portavoce eletto nelle istituzioni”. Perché, non bisogna dimenticarlo, “uno vale uno”. E meno male, perché a far di conto ieri sera non c’era da stare allegri. Per i 35 candidati da valutare in questa prima serata – in tutto sono 173 per la sola provincia di Milano – in una sala da 300 posti i presenti sono appena una sessantina. “Li abbiamo spaventati”, si giustificano alcuni presenti. “Abbiamo detto a tutti che la capienza era limitata, di seguire l’evento in streaming sul nostro canale”. Ma nel corso della serata, quelli collegati alla diretta dell’incontro sono meno di quelli seduti in sala. Sarà che c’era la partita della Juve? Sarà che l’idea di dover valutare 173 candidati scoraggerebbe anche i più convinti? A pensarla così qualcuno c’è, ma gli attivisti non si abbattono e rimangono ottimisti. “Anche se questa sera non siamo tantissimi”, spiega Diana Ambanelli, ufficio stampa del Movimento a Milano, “curriculum, profili e video di presentazione rimangono online, a disposizione di chi dovrà votare”. Insomma, se rinunciare alla partita e andare fino a Cernusco vi sembra troppo, almeno guardatevi i 173 video dei candidati. Uno di loro si è fatto due conti: “In tre orette, comodamente a casa, un centinaio di candidati si possono valutare”, spiega. Poi, aggiunge, “dipende dalla voglia che si ha di approfondire”  di Franz Baraggino