Questa sera, signore e signori, mandiamo in scena l’osceno. Sarà un grande scoop. Tema: Movimento 5 stelle, ovvio. Sono i più giovani impolitici della politica italiana. Saltargli al collo è un gioco da ragazzi, no? E così quello che un tempo era il piano nobile del giornalismo, il settore politico, ora si è trasformato nel fuorionda. Il fuorionda del giorno, del mese, dell’anno. Federica Salsi che parla male di Beppe Grillo, Giovanni Favia che se la prende con Roberto Casaleggio, la pronipote di Grillo che era iscritta al Pci, la figlia di Grillo numero due dei narcotrafficanti planetari. Tutto bene, purché crei notizia, traffico su Internet, copie di giornale. E il fuorionda funziona, accidenti se funziona.

Spesso è legittimato dall’interlocutore. A volte non si capisce da dove provenga, per bocca di chi, se è una battuta, cronaca, cronaca vera o surreale. L’ultima trovata la trovate sul sito del Tgcom24: “Movimento 5 stelle, tutti contro Federica Salsi, in esclusiva gli ‘apprezzamenti’ dei grillini di Bologna sulla collega. Ascolta”.

La reazione è da brivido. Scusate, ma chi era presente alla riunione di cui parla il Tgcom24 ha detto il contrario, si saranno bevuti il cervello? Grillo si è comprato tutti i giornalisti? Noi abbiamo letto sui giornali che Salsi è stata promossa dai suoi, ha rivendicato il suo diritto ad andare in tivvù e i suoi elettori l’hanno applaudita. Gli elettori e i suoi colleghi in consiglio comunale, quelli che si erano alzati dai banchi e l’avevano lasciata sola con una trovata assai poco geniale. “Ricuciremo sul piano personale”, hanno detto. Dunque – come in politica accade da e per sempre – quella che sembrava una resa dei conti si è risolta con un chiarimento. Punto.

Ascoltiamo l’audio del Tgcom24 in attesa di capire quale razza di scoop abbiano tirato fuori. Bene: il tutti contro Salsi e la voce di una persona che, nell’impresa di camuffarsi dietro un accento calabrese buffonesco, dice “buttana era e buttana rimane”. Audio ripreso non si capisce bene dove, al buio, fuori dalla stanza dove si sono riunite 150 persone. Dietro al titolo niente, o quasi: il “tutti” è un buontempone che con parole di dubbio gusto cerca una battuta da bar, con tutto il rispetto che ho per i battutisti da bar, ma quelli veri.

Che vogliamo aggiungere? Niente. Semplicemente che il Movimento 5 stelle fa audience e che abbiamo capito che tutto vale. Non importa un lavoro che imporrebbe questo mestiere, la ricerca di carte, interviste, notizie e almeno un paio di conferme. Per gridare all’esclusiva basta un fuorionda, senza nome o cognome.