Continuano i videoforum con i candidati alle primarie del centrosinistra nella redazione del Fatto Quotidiano: dopo Matteo Renzi, Nichi Vendola e Bruno Tabacci, ieri negli studi della web tv del Fatto è arrivata Laura Puppato, che ha risposto alle domande del direttore Antonio Padellaro e dei giornalisti Gianni Barbacetto, Giampiero Calapà, Fabrizio d’Esposito e Chiara Paolin, nel dibattito condotto da Wanda Marra. Pubblichiamo di seguito le risposte principali. Per vedere il forum integrale clicca qui.

(Marra) Si sente una donna invisibile, come nella parodia messa a punto dal Pd per presentare il confronto Sky?
Lo sono stata ampiamente, sono stata quasi cancellata dalle principali fonti di informazioni. Mi veniva in mente Indro Montanelli quando diceva che bisogna fare giornalismo separando i fatti dalle opinioni. Capisco che su di me si possa non avere alcuna opinione, ma siccome sono un fatto vorrei che si scrivesse che esisto, che ci sono, che credo di poter dire che qualcosa ho fatto e farò. Ma devo dire che ora fanno a gara a chiamarmi.

(Padellaro) Anch’io ho avuto l’impressione che, a parte la poca visibilità, lei sia partita un metro dietro agli altri. Lei ha avuto la sensazione di avere qualche metro di svantaggio?
Io sono partita zavorrata. Sulle primarie, abbiamo avuto un’apertura intelligente a giugno da parte di Bersani, che ha capito che rappresentando il Pd il 23-25% dell’elettorato il suo segretario non si poteva automaticamente proporre come premier. Ed era un bene fare le primarie come legittimazione della leadership. Ma poi siamo stati in silenzio luglio, agosto e settembre: le primarie non si capiva come e quando ci sarebbero state. Con forti tensioni, anche nell’assemblea di ottobre. Si è perso tempo e questo ha significato che le persone nuove, che non erano i competitori già noti, non sono uscite. Io sono uscita dopo la metà di settembre con un’ipotesi di candidatura che per fortuna ha sortito una valanga di sì in tutta Italia.

(Padellaro) Ma durante la corsa ha sentito se questa zavorra ha pesato particolarmente?
Sì, nel senso che c’è stato un silenzio mediatico molto forte. E la stessa segreteria politica del mio partito non ha colto il vantaggio che questa iniziativa politica poteva portare e ha contribuito a secretarla e a renderla invisibile. Tutto ottobre l’abbiamo passato a fare carte, in mezzo alla burocrazie, una cosa ottocentesca.

(D’Esposito) È vero che alla fine è stata Sel ad aiutarla a raccogliere le firme?
Andiamo cauti. Il 17 ottobre, ovvero 8 giorni prima del 25, la scadenza della presentazione delle candidature, non avevo neanche i moduli, mentre era già ampiamente iniziata la raccolta firme degli altri. Nessuno pensava che sarei riuscita a raccogliere almeno 20mila firme. Invece c’è stata una grande mobilitazione.

(Padellaro) Quindi le firme le ha raccolte con le sue forze?
Sì. Mi ha aiutato un circolo di Sel in Sardegna, l’ultimo giorno per 50 o 60 firme. È stato più che altro un aiuto morale.

(Paolin) Ci sta dicendo che il Pd è molto ingessato?
Il Pd deve capire che il timore è solo un freno alla capacità di produrre politiche buone, candidature buone e la possibilità di parlare al paese.

(D’Esposito) A proposito del confronto Sky, hanno attribuito a Berlusconi il seguente giudizio: “l’unica persona che ha detto cose concrete è stata la Puppato”. La imbarazzano i complimenti di Berlusconi?
Pregherei a Berlusconi di dirlo a Ferrara, di dirlo a Sechi.

(Calapà) Lei invece ha accusato Renzi di essere teleguidato. Cosa voleva chiedergli?
Prima di tutto volevo sapere perché la sua fan durante il confronto chiedeva a me perché ero andata via un anno prima dei 10 anni delle 2 legislature da Sindaco, rispetto al fatto che lui ha lasciato la presidenza della Provincia dopo il primo mandato, e si è candidato premier dopo 2 anni che fa il sindaco, a meno della metà del primo mandato. La seconda cosa volevo ricordargli che ho letto i suoi 100 punti programmatici subito dopo la Leopolda e poi ho letto il suo programma politico. Nei 100 punti ci sono la patrimoniale e la cancellazione dell’Inail come istituzione pubblica, poi spariti nel programma.

(Barbacetto) Qual è questo quid che ritiene di avere rispetto agli altri candidati?
Ho capito che c’era bisogno di recuperare fiducia nella politica. Ho visto molto nuovismo fatto di slogan, e dall’altra una sorta di riedizione di un centrosinistra già visto. Ho voluto mettere al centro ambiente, Blue e Green Economy, per uscire da questa crisi, e poi la conservazione del patrimonio artistico.

(D’Esposito) L’interlocuzione con i grillini quale dev’essere?
Di apertura. Grillo sbaglia i toni e le modalità con cui si esprime. Ma quello che lui afferma è una verità indiscutibile in alcune questioni fondamentali. Di alcune di queste questioni mi sto occupando dal 2001 come amministratore. Non è un caso che lui mi abbia premiato come primo Sindaco a 5 stelle. Ho dimostrato che alcune politiche ambientali producono lavoro e efficienza e miglior qualità della vita per i cittadini.

(Calapà) Sulla questione Tav sta con Fassino o con quelli che non la vogliono?
È stato un errore dal punto di vista strategico ed economico. È chiaro che giunti a questo punto è anche difficile pensare di recedere. Però non accetto e non posso accettare la violenza. Abbiamo il 39 per cento di giovani senza lavoro. Ne vogliamo parlare?

(Barbacetto) Se dovesse vincere le primarie e si dovesse trovare in Parlamento con un gruppo del Pd, uno dei 5 stelle e una quasi altrettanto forte presenza del centrodestra con l’impossibilità di andar da soli, cosa farebbe?
Io penso che la protesta non possa restare in un angolo, quando è così forte. Credo che chi si candida deve sempre essere messo nella condizione mentale di proporsi di governare i problemi. Invito Grillo a farlo.

(D’Esposito) Meglio Grillo di Casini?
Se dobbiamo cambiare il paese vedo più assonanze con il programma di Grillo che con quello di Casini

(Marra) Meglio Grillo di Renzi?
No, direi di no…Renzi è un Pd…

(Calapà) Nel suo Pantheon ci sono cardinali e papi?
L’unica che ha indicato persone di sinistra sono io. Volevo mettere anche Tina Merlin, la giornalista che per prima ha promosso campagne di stampa sulla tragedia del Vajont. Noi facciamo politica. Se ti rifai a qualcuno, devi rifarti a qualcuno che fa quello che fai tu. Ma forse Bersani voleva esprimere l’esigenza di mettere al centro lo spirito

(D’Esposito) Monti le piace?
Per alcune cose no. Alcuni interventi non sono adeguati, lui è molto ragionieristico. A parte le sue indubbie capacità di relazione in Europa, per cui dopo quello che abbiamo vissuto ci è sembrato davvero un Deus. Mi manca la politica

(Barbacetto) In Parlamento come si comporterebbe nel caso di una difficile maggioranza. Non finirebbe a chiamare di nuovo Monti?
Non lo auguro a me stessa, non lo auguro al paese. Questo paese ha più bisogno di politica di altri. Vorrei che tornassimo ai grandi padri, ai De Gasperi ai Berlinguer.

(Paolin) Se dovesse suggerire una candidata donna al Colle?
Non mi dispiacciono figure come Anna Finocchiaro, mi sembra molto corretta. Ma forse se avesse aperto le primarie avrei detto anche la nostra Bindi. Questa chiusura non l’ho apprezzata.