Due anni di vitalizio anticipato per gli esodati della politica, ovvero chi non ha ancora raggiunto i 65 anni e si trova a non essere rieletto. Giuliano Amato interviene sul tema esodati, ma si occupa solo di quelli “di Stato”. L’ex presidente del Consiglio in un’intervista a Sette del Corriere della Sera in edicola venerdì 16 novembre parla di Monti (“senza il quale saremmo affondati”) e della necessità della patrimoniale, “una botta secca e intensa per i redditi più alti”. Poi propone una soluzione economica per i ‘giovani’ politici tagliati fuori dal Palazzo e dunque alla ricerca un nuovo posto di lavoro.

“In Italia ora tutti vogliono parlamentari giovani e che facciano al massimo due mandati – spiega -.  E tutti sono indignati per i vitalizi e pretendono che vengano elargiti solo al compimento dei sessantacinque anni di età. Un trentenne eletto in Parlamento, dopo due mandati cioè a quarant’anni, che cosa dovrebbe fare mentre aspetta di compiere i sessantacinque? L’esodato di Stato?”, e avanza una proposta che consisterebbe “in un’indennità di reinserimento. Due anni di vitalizio anticipato mentre cerca lavoro”. Amato nei mesi scorsi aveva smentito di percepire 32mila euro di pensione e ha fatto chiarezza sugli introiti percepiti. Tra la somma degli emolumenti da docente universitario e da presidente dell’Antitrust, la sua pensione “è di 22 mila euro lordi al mese, 11 mila e 500 netti”. 

Su Sette, l’ex premier parla anche di Grillo, fautore e sostenitore in prima linea dello stop dopo due mandati in Parlamento, che usa “giustamente argomenti molto popolari”, mentre si guarda bene dall’andare in tv “perché altrimenti prima o poi anche lui si dovrebbe sottoporre a un confronto”.