Non ci sono le “condizioni” per un voto anticipato e in questo senso si parla “a vuoto”. E’ quanto si legge in una nota del Quirinale. “A proposito di certe indiscrezioni di stampa – si legge nella nota – negli ambienti del Quirinale non si coglie il senso del parlare a vuoto di elezioni anticipate non essendone presentate le condizioni e non emergendo motivazioni plausibili”. 

Nei giorni scorsi si era parlato di questa ipotesi dopo l’uscita di Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa di Lesmo: in quell’occasione l’ex presidente del Consiglio aveva durante criticato il governo Monti e fatto balenare l’ipotesi – da discutere con il partito – di togliere la fiducia all’esecutivo dei tecnici. Il Cavaliere ci aveva poi ripensato, anche perché proprio il segretario del Pdl, Angelino Alfano, lo aveva sconfessato dicendo che Monti sarebbe andato avanti.  Ma era solo il 29 ottobre. Tre giorni dopo c’era stata una apertura all’election day: “Buona cosa anticipare elezioni politiche di 50 giorni, risparmiando 100 mln, votando insieme alle Regionali” aveva scritto su Twitter l’ex Guardasigilli. 

La Lega, che non ha mai appoggiato il governo Monti, la settimana scorsa tramite Maroni aveva fatto sapere: “Dopo avere approvato questa pessima legge di stabilità questo governo ha ben poco da dire e da fare. Si dimetta e si vada ad elezioni anticipate anche a marzo”. In merito all’invito alla calma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il segretario aveva quindi dichiarato che “la calma va bene ma ci sono provvedimenti del governo che non vanno bene e che noi contestiamo”. 

Una soluzione, quella di andare a votare per le politiche prima della scadenza naturale dell’esecutivo in aprile 2013, non è mai piaciuta al Pd di Pierluigi Bersani che ha sempre parlato di una soluzione dannosa per il paese. “E’ una discussione che non capisco, lealtà vuol dire che il governo deve arrivare alla scadenza naturale” diceva solo ieri Bersani. Meno rigido sull’argomento Pierferdinando Casini che diceva nei giorni scorsi: ”Anticipare di un po’ le elezioni? Non credo che farlo sia una questione dirimente”, soprattutto se si riesce “ad abbinare alle politiche il voto in due regioni importanti e grandi come la Lombardia e il Lazio” e oggi in una intervista ribadisce: “Non sono interessato al dibattito, non è un affare di Stato. Un mese prima o un mese dopo non cambia molto. Rispetterò in ogni caso la decisione che spetta al presidente della Repubblica”. Sull’argomento era intervenuto con i piedi di piombo anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: “In ogni caso la vita di questo governo fino alla prossima legislatura è molto corta, parliamo di qualche mese. Mi sembra sia un problema sul quale non sia il caso di esprimersi”.