Un militare italiano, il Caporale Tiziano Chierotti, 24anni originario di San Remo, è stato ucciso mentre altri tre alpini sono rimasti feriti in seguito ad uno scontro a fuoco con insorti nella provincia di Farah in Afghanistan, durante un’operazione congiunta con l’esercito afgano.

Lo scontro a fuoco, durante il quale è stato ucciso un soldato afgano, è avvenuto nel distretto di Bakwa, a sud di Herat, nel corso di un’operazione congiunta della Task Force South East con unità del 207/o Corpo dell’esercito afgano. Secondo le prime ricostruzioni, i militari italiani coinvolti erano impegnati in una attività di pattuglia nell’abitato del villaggio di Siav – a circa 20 km a ovest della base operativa avanzata Lavaredo di Bakwa, dove è basata la Task Force South East costituita dal 2/o reggimento alpini – quando sono stati attaccati con armi da fuoco da un gruppo di insorti.

Il caporale Chierotti era effettivo dal 2008 al 2/o reggimento alpini di Cuneo, inquadrato nella brigata alpina Taurinense. Le condizioni del militare, ferito all’addome, sono apparse subito molto gravi. Era stato evacuato in elicottero e trasportato in un ospedale militare da campo, dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico, ma non c’è stato nulla da fare. Gli altri tre alpini coinvolti nello scontro a fuoco e rimasti feriti hanno riportato lesioni alle gambe e non sarebbero in pericolo di vita. 

Con lo scontro di oggi, per cui la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per “attentato con finalità di terrorismo”, salgono a 52 i militari italiani morti dall’inizio della missione Isaf in Afghanistan, nel 2004. Di questi, la maggioranza è rimasta vittima di attentati e scontri a fuoco, altri invece sono morti in incidenti, alcuni per malore ed uno si è suicidato. 

Il capo di Stato maggiore della Difesa, Biagio Abrate, a nome delle Forze Armate e suo personale, ha espresso ai familiari del caporale Chierotti il “profondo cordoglio per la sua scomparsa” e al capo di Stato maggiore dell’Esercito, Claudio Graziano, “la propria tristezza e i sentimenti di vicinanza alla Forza armata per il lutto che l’ha colpita”.

E il Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola ha dichiarato: “Sappiamo che questa fase della presenza italiana in Afghanistan è la più delicata e complicata. Il Governo si è impegnato a rispettare le date del ritiro in accordo con gli alleati transatlantici, fino a completare la transizione verso le forze di sicurezza afgane. Tiziano non ti dimenticheremo. Grazie del tuo esempio quotidiano e del tuo impegno fino all’estremo sacrificio”.

“Noi dell’Idv, che siamo stati gli unici in Parlamento a votare contro il rifinanziamento delle missioni militari, chiediamo con forza che si scriva la parola fine a tutto questo e che i nostri ragazzi tornino a casa. Purtroppo quando il governo si renderà conto che il contingente italiano è impegnato in una guerra guerreggiata, e non in una missione di pace, sarà troppo tardi”. Lo afferma in una nota il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. “Esprimo a nome mio e dell’Italia dei Valori profondo cordoglio e commozione – conclude l’ex pm – per la morte del soldato italiano, che era rimasto ferito in uno scontro a fuoco a Farah, in Afghanistan. Ci stringiamo al dolore della famiglia e dei suoi colleghi, e auguriamo pronta guarigione agli altri militari colpiti”.

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista ha comunicato ”il cordoglio per il militare italiano morto oggi in Afghanistan e la nostra solidarietà ai feriti. Si tratta dell’ennesimo episodio che dimostra come quella in Afghanistan sia una vera e propria guerra e che le nostre truppe dovrebbero andarsene, subito. L’Italia deve ritirare i militari e occorre aprire la strada ad un’azione diplomatica che parta dal ritiro delle truppe occidentali”.