Niente scontrino in 4 locali su 10. È questo il risultato del blitz della Guardia di finanza di Bologna, che nello scorso fine settimana ha setacciato bar, ristoranti, pizzerie e discoteche, distribuiti nel centro città, e in alcune zone della provincia. Su 347 controlli, in oltre il 39% dei casi (146) il documento fiscale non era stato emesso. Le ispezioni si sono concentrate  anche nei luoghi della movida, dove erano in regola solo 6 gestori su 28.

L’operazione dell’ultimo week end, precisa la Guardia di finanza in una nota, rientra nella routine. Nel 2012, da gennaio a fine settembre, solo nella provincia di Bologna le Fiamme gialle hanno fatto circa 5.400 ispezioni di questo tipo. E nel 26% dei casi (1400) sono emerse irregolarità fiscali. Un trend sostanzialmente in linea con quello degli anni precedenti. 

A parte la multa non inferiore a 516 euro (che si riduce a un terzo, 172 euro, se si paga entro 60 giorni) più il recupero dell’Iva sull’ operazione, nel caso nell’arco di cinque anni vengano riscontrate quattro mancate emissioni in giorni diversi da parte dello stesso esercente, i locali rischiano la sospensione della licenza per un periodo che può andare da tre giorni a un mese. Solo nell’ultimo fine settimana, ad esempio, sono state inoltrate 7 proposte di chiusura dalle Fiamme Gialle (nei confronti di pizzerie, gelateria, pescheria).

In materia di lavoro, invece, sono stati scoperti otto dipendenti in nero. In due locali, inoltre, il lavoratori senza regolare contratto superavano del 20% la manodopera regolare. Per questo i gestori ora rischiano  la chiusura del locale.   È stata poi vietata l’attività di raccolta scommesse a una sala giochi, perché priva delle autorizzazioni amministrative, mentre sono stati sequestrati nove totem e quattro computer necessari per la raccolta delle giocate.

A difendere i commercianti pizzicati dalla Finanza ci pensa Enrico Postacchini, presidente dell’Associazione commercianti di Bologna. Secondo il presidente l’evasione fiscale nel commercio cittadino non arriva al 10%. E, comunque,  l’evasione sarebbe una forma di autodifesa dei commercianti tartassati dalle tasse. “In generale, in molti casi non ci si può aspettare che le aziende non si difendano di fronte a una pressione fiscale di questo tipo – ha detto commentando l’operazione delle Fiamme gialle -. Non dovrei dire che è autodifesa, ma lo dico”.