Ha preso il via questa mattina l’incontro tra l’azienda e i sindacati confederali per delineare il nuovo piano industriale di Alitalia. L’azienda torna a minacciare tagli al personale: il piano fa riferimento a 690 esuberi, “giustificati” con un risparmio per circa 30 milioni di euro. La riduzione del personale, secondo quanto riportano fonti sindacali, colpirà  300 assistenti di volo, 300 dipendenti di terra e 90 addetti alla manutenzione.

Venerdì scorso, durante un sit-in sotto al ministero del Lavoro, gli ex lavoratori di Alitalia esponevano agli obiettivi di fotografi e cameraman un fac-simile di una carta d’imbarco con su scritto “Volo di solo andata”. Nel 2008 erano già stati tagliati dal Piano Fenice, con la promessa di essere riassorbiti o accompagnati alla pensione. Ma quanto era stato promesso non si è avverato. E col nuovo piano del Cai sono in arrivo altre riduzioni. Sono 4200 tra piloti, assistenti di volo, addetti al check-in e al carico e scarico bagagli (il cosiddetto handling) per i quali “il rapporto di lavoro (con la ex compagnia di bandiera, ndr) – si legge nella lettera inviata il 30 settembre 2011, dai tre commissari straordinari succeduti ad Augusto Fantozzi – è da intendersi risolto alla data del 13 ottobre 2012”. Per loro dunque scattano adesso le procedure di mobilità: il preludio alla conclusione del rapporto di lavoro. “Il lavoratore – si legge sul sito alitaliaamministrazionestraordinaria.it – dovrà inoltrare la domanda all’Inps entro il termine perentorio di 68 giorni”. Nessuno (o quasi), tra coloro che nel 2008 vennero esclusi dalla nuova compagnia (Cai), messa in piedi dalla cordata di imprenditori italiani guidata da Roberto Colaninno, poteva immaginarsi una fine simile. 

Dall’incontro con i rappresentanti dei lavoratori è stato escluso  l’Usb Trasporto aereo, “che rappresenta il 5% dei lavoratori Alitalia”, spiega il segretario nazionale Usb Andrea Cavola,  “ma prima dell’azzeramento – sottolinea- quando ci vennero cioè tolti i diritti sindacali, ripresi da meno di 8 mesi, avevamo oltre 2000 iscritti, risultando così essere il secondo sindacato in Alitalia”. L’esclusione, ha commentato Cavola, dimostra che “Alitalia è come la Fiat: si sceglie i sindacati lasciando fuori quelli più scomodi”.

Sul nuovo piano Alitalia già infuria la polemica. “Le conseguenze della privatizzazione e del passaggio a Cai sono sotto gli occhi di tutti”, dice il deputato e capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta. “Ancora oggi – ha aggiunto – ci troviamo a fare i conti con una compagnia in grave difficoltà, come hanno ammesso gli stessi vertici della società, e con il dramma di migliaia di lavoratori sull’orlo del baratro. Se si fossero legate le sorti dell’ex Alitalia ad un vettore internazionale avremmo resistito meglio alla crisi del settore aereo, presente ovunque ma drammatica in Italia. Avremmo inoltre garantito ben altre prospettive anche per quei 4500 cassintegrati Alitalia che sono stati abbandonati al loro destino. Non si può tollerare che a pagare il prezzo di un’operazione assolutamente sbagliata siano ancora una volta i lavoratori. Chiediamo al governo e ai vertici di Alitalia di riferire immediatamente alla Camera sui dettagli del piano industriale che prevede ulteriori 690 esuberi”.