“Questo carteggio conferma il nervosismo del Quirinale. Se fosse andato tutto liscio, queste lettere non avrebbero ragione di esistere”. Così il vicedirettore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio commenta la lettera del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che, rispondendo al consigliere giuridico del Quirinale Loris D’Ambrosio, parlava di “comportamenti perversi e calunniosi” e di “esercizio distorto del proprio ruolo” da parte di magistrati, giornalisti e politici.

“Esercizio distorto del proprio ruolo lo dica a qualcun altro. Noi abbiamo esercitato il nostro ruolo, come altri quotidiani. Proprio il giorno prima del carteggio abbiamo pubblicato sul giornale le domande rivolte a Napolitano. Prima di farlo le abbiamo inviate al Quirinale ed il messo ci ha fatto sapere che Napolitano non intendeva rispondere. Io credo, invece, che il capo dello Stato debba rispondere ai giornalisti che gli fanno domande scomode, non solo a quelli che gli danno ragione. Poi, non so neanche se siano domande scomode, sono semplicemente domande che nascono dai suoi comportamenti”.

Travaglio ricorda che “i dubbi sul comportamento di Napolitano nascono dal fatto che D’Ambrosio nelle telefonate intercettate dice sempre di agire per conto del presidente. Per questo abbiamo intervistato D’Ambrosio, che ad alcune domande si è rifiutato di rispondere appellandosi all’immunità del presidente. Quel vincolo non è stato sciolto”.

“Nell’indagine sulla cricca i magistrati intercettano Bertolaso e al telefono con lui c’era Napolitano – prosegue Travaglio – quelle telefonate sono state trascritte e allegate agli atti. Perché non ha protestato in quel caso? Perché lo fa solo ora, sollevando il conflitto di attribuzione? Non so quale contributo possa dare questo carteggio dal punto di vista processuale, quello che so è che alla vigilia della prima udienza del processo sulla trattativa stato-mafia, Napolitano fa sapere che c’è un attacco contro di lui, che ancora una volta non fa che accendere gli animi quando invece i giudici dovrebbero essere lasciati liberi di decidere in un clima di serenità. E’ l’ennesima interferenza alla vigilia di un appuntamento importante. Alla luce di ciò assumono ancora più valore le domande che abbiamo fatto. Se nessuno ha nulla da nascondere allora risponda”.