“Con la legge di stabilità abbiamo ridotto delle spese, una delle quali è la luce nelle strade. In questo modo torneremo a vedere i cieli meravigliosi e le stelle“. E’ questa la singolare e bucolica giustificazione che il ministro della Coesione territoriale, Fabrizio Barca, ha dato di uno dei punti inclusi nella legge di stabilità approvata dal Governo. L’economista, ospite nell’ultima puntata di Piazzapulita, su la7, si è sdilinquito nel descrivere le meraviglie dei cieli stellati e le brutture delle città illuminate, scatenando il dissenso del pubblico in studio. “Ci sono milioni di Italiani che adorano la dolce visione delle stelle” – ha replicato – “c’è un’intera generazione di giovani che ha combattuto contro queste enormi città stellari”. Il ministro non si è rivelato altrettanto poetico nei confronti di Beppe Grillo. Commentando, infatti, un servizio di Alessandro Sortino, ha accusato il comico genovese di giustificare la mafia. “Il nostro Paese ha paura e si chiude, esattamente come fa Grillo” – ha affermato Barca – “Grillo invoca e vuole la mafia, gli sta bene il familismo siciliano. Secondo lui è sufficiente che la mafia non sia inquinata dalla finanza”. E ha aggiunto: “E’ una frase orrenda”. In realtà, Grillo ha sfoderato una frase paradossale per indicare le infiltrazioni mafiose nella finanza e nella politica. “La linea che separa un mafioso da un uomo d’affari” – ha dichiarato il comico ai microfoni di Sortino – “è molto, molto sottile. La mafia non la trovi più in Sicilia, ma la trovi nei consigli di amministrazione di Ginevra, di New York e di Milano. La mafia è questa. Lo diceva anche il grande Giuseppe Fava