Mille euro di multa, 5000 di risarcimento e l’obbligo di rifondere 2500 euro di spese legali. Tanto dovrà pagare Michel Abatangelo, il blogger italo francese che nel 2009 aveva pubblicato “il diario segreto del Trota” un volumetto di 50 pagine scaricabile in pdf e diffuso a puntate sul suo blog “100 cose così” nel quale decantava vizi e virtù dell’ex consigliere regionale lombardo. La sentenza è stata pronunciata venerdì mattina dal giudice monocratico di Varese Anna Giorgetti, a fronte di una richiesta da parte del Pm Monica Crespi di 30 mila euro di risarcimento e 7 mesi di reclusione. Le motivazioni della sentenza ancora non si conoscono. Il giudice ha infatti dato lettura del dispositivo di condanna, ma il deposito avverrà solo tra qualche giorno. Nel frattempo Gianmarco Beraldo, l’avvocato difensore di Abatangelo, che in aula aveva invocato il diritto di satira, ha già annunciato di voler ricorrere contro questa decisione, come si legge nel commento del legale postato sul blog del condannato: “Abbatangelo ha solo esercitato il suo diritto di critica”, inoltre: “non si può certo imputare ad Abatangelo se Renzo Bossi sia oggetto da tempo di ironie”. Secondo la difesa, infine: “la satira è sempre contro il potere e non può essere elegante”.

Anche il blogger non ha tardato a postare la sua opinione sulla sentenza di condanna, senza perdere la caustica ironia che contraddistingue i suoi scritti: “Perché ho come l’impressione che si tratti di una tirata d’orecchi?! Sarei curioso di leggere la sentenza, diffamazione… una barzelletta padana senz’altro!”. E poi conclude: “La scrittura satirica non è uno sport, cioè, non chiede eleganza e rispetto delle leggi, chiede soltanto la forza di una sopraffazione. E a questo punto tutti i mezzi sono buoni”.

In tutto questo il “Diario segreto del Trota” oggetto della condanna è ancora disponibile in rete si tratta di una serie di novelle satiriche che prendevano di mira il figlio del Senatur, dallo stesso battezzato “Trota”, che evidentemente si è sentito leso nella reputazione e nella dignità. Questo anche se lo stesso autore aveva palesato lo spirito del suo scritto fin dal principio: “Una letteratura satirica, iconoclasta, dissacrante, disincantata e surreale con episodi gustosissimi a due passi dalla realtà e talvolta più veri della Realtà stessa quando ispirano l’oggetto stesso della satira Renzo Bossi. Ebbe a dire una volta Pablo Picasso: Per dire la verità talvolta ci si deve servire della menzogna”.