Se il disegno di legge 2454 sull’affido condiviso, seguito al 957 e oggi in corso di esame in commissione parlamentare venisse approvato, i figli di separati che non volessero vedere uno dei due genitori potrebbero essere sospettati di essere oggetto di Pas (Parental alienation syndrome, sindrome di alienazione genitoriale, ndr) cioè di essere stati manipolati da un genitore con lo scopo di alienare l’altro.

Che la Pas non sia riconosciuta dalla comunità scientifica e quindi sia difficilmente individuabile, non sembra importare ai fautori del ddl, in cui si legge: “A prescindere dalla ufficializzazione o meno della Pas – e dai riconoscimenti del mondo accademico – sono ormai ampiamente riconosciuti nel mondo giuridico i problemi legati alla manipolazione dei figli”.

Proprio sulla Pas si è tenuto pochi giorni fa un incontro nella Capitale, organizzato da Enrico Nonnis, dirigente di psichiatria dell’Asl di Roma, che afferma: “Come troppo spesso accade la tendenza a rendere ‘patologici’ fenomeni pure reali di sofferenza degli individui non aiuta alla comprensione dei problemi e tanto meno alla risoluzione delle tensioni familiari, anzi, se mai possibile le accentua”. Replica Luca Poma, portavoce di Giù le mani dai bambini, comitato di farmacovigilanza sui bambini: “E’ assolutamente ovvio che il divorzio dei genitori rappresenti un trauma per il bimbo, sarebbe francamente strano e ‘patologico’ che non fosse così. Ma invece che ragionare sulle ‘cause’ del disagio, dagli Usa arriva la nuova etichetta: un’ennesima sindrome”.

Non è dello stesso parere Sibilla Santoni, avvocato e presidente dell’associazione DirittieTorti, che a ilfattoquotidiano.it dice: “Ho visto genitori alienanti che, arrivando persino a sporgere false accuse di violenza o di trascuratezza nei confronti dell’altro genitore, inducono nei figli profondi sentimenti di paura verso il genitore alienato. In tali casi una pronta risposta giudiziaria riesce a recuperare la situazione. Proprio prima dell’estate, una giudice del Tribunale di Firenze, a fronte di denunce prive di riscontro presentate da una madre nei confronti di un padre, ha permesso a quest’ultimo di stare con la figlia di 2 anni che non vedeva da un mese. L’incontro padre-figlia è stato commuovente. Ovviamente bisogna essere molto cauti. In ogni caso il “conflitto coniugale” non deve mai scatenare un “conflitto genitoriale”. Un rimedio importante può essere costituito dalla mediazione familiare”.

Non solo Pas: Bigenitorialità Assente – gruppo nato ad agosto per sostenere il principio della bigenitorialità alla base dell’affido condiviso – chiederà in una manifestazione indetta il 4 ottobre a Roma, che siano riesaminati anche altri aspetti del ddl, dal mantenimento diretto alla questione del domicilio del figlio. “Vogliamo sottoporlo a traslochi settimanali di libri scolastici, materiale didattico, giocattoli ed effetti personali? Per non parlare di chi lascia ogni tre giorni affetti importanti a cui è molto attaccato, come ad esempio gli animali domestici?” si chiede la coordinatrice Immacolata Cusmai. Dello stesso parere l’avvocato Laura Vettori: “E’ fondamentale la partecipazione di entrambi i genitori, però è bene che il minore abbia una collocazione ben definita, per evitare che la sua casa diventi la borsa con le cose da portare da un’abitazione all’altra”.