Clini? “Ingeneroso. Scegliamo noi cosa fare, non il ministro”. Marchionne? “Poco chiaro, ha ricevuto importanti risorse pubbliche per il green e non si capisce perché ha mollato”. Non erano cadute nel vuoto le critiche del ministro dell’Ambiente alla Fiat per la mancata restituzione al Paese, in termini di ricerca e sviluppo, delle risorse statali ricevute negli ultimi quindici anni: 70 milioni di euro per lo sviluppo di tecnologie innovative. A quattro giorni di stanza, da Parigi, è arrivata la risposta dell’amministratore delegato del Lingotto.

“I lavori di cui il ministro Clini chiede i risultati li abbiamo fatti e abbiamo concluso che non avremmo raggiunto risultati economici e finanziari validi”, ha detto stamattina Marchionne. “Il discorso del ministro è parziale, alcune sue dichiarazioni poco generose verso Fiat. Dimentica che abbiamo il più basso livello di emissioni di Co2. Le scelte vanno fatte al momento giusto, non quando dice il ministro”.

Secondo Marchionne, ”Clini ha presentato un set di alternative per noi non sufficiente. Bisogna lasciare libertà alle aziende di usare tecnologie che preferiscono e non spingerne una più delle altre. Le scelte vanno fatte al momento giusto e non quando dice il ministro, cerchiamo di non imporre soluzioni. Ci ha provato il presidente americano Obama con l’elettrico e non ha funzionato. Queste tecnologie hanno un costo altissimo, ricordatevi che in Europa abbiamo venduto 7 mila auto in sei mesi. Non capisco l’euforia per l’elettrico. E’ inutile che cerchiamo di illuderci che salverà l’industria dell’auto”.

Negli Stati Uniti, però, Marchionne si adegua alle richieste governative. Il manager ha infatti ricordato che il Lingotto lancerà nel 2013 la prima vettura elettrica, una 500. Ma sul mercato americano. “Perderemo 14mila dollari per ogni vettura che venderemo, lo facciamo perché è necessario e perché è una richiesta obbligatoria dello Stato della California”.

”Non abbiamo capito perché Fiat,dopo aver richiesto e ricevuto i finanziamenti, abbia deciso di abbandonare i progetti dei nuovi modelli, diversamente dalle case europee e giapponesi che hanno fatto dell’innovazione sugli stessi segmenti la loro cifra”, ha risposto da Roma il ministro dell’Ambiente. ”I progetti finanziati con importanti risorse pubbliche dal ministero Ambiente, dal ministero della Ricerca e dallo Sviluppo economico erano stati proposti da Fiat per mettere a punto modelli competitivi su auto elettrica, auto a idrogeno, auto ibrida e gas naturale, capaci di posizionare Fiat nel mercato emergente del green automotive e in anticipo rispetto alla legislazione europea”, ha concluso Clini.