E’ scandaloso, siamo l’unico Paese dove è rimasto il reato d’opinione, reato che non c’è più in Cina, nè in Russia”. E’ furente ed amareggiata Daniela Santanchè, compagna di Alessandro Sallusti. In questa intervista rilasciata ai microfoni di “28 minuti”, su Radio Due, esprime la sua rabbia alcune ore prima di apprendere la sentenza che ha condannato il direttore de “Il Giornale” per diffamazione. “Napolitano può dare la grazia, ma conoscendo Sallusti sono certa che non la chiederà mai. Non vanno in galera le facce di maiale come Fiorito e tanti uomini che ammazzano le donne” – continua -“e tra poche ore forse sarà in carcere il direttore di un importante quotidiano di questo Paese per un’opinione”. E aggiunge: “La cosa che più mi lascia fra l’incazzato e lo sconfortato è che nella sentenza c’è scritto che Sallusti è persona da ritenersi “socialmente pericolosa” perchè potrebbe reiterare il reato. Immagino il figlio di Sallusti che legge che il padre è un individuo socialmente pericoloso”. L’esponente del Pdl esprime un “mea culpa”, additando soprattutto i politici per non aver fatto nulla in merito. “Non me ne frega niente della solidarietà che Sallusti ha ricevuto” – si lamenta -“perchè se tra poche ore va in carcere se ne parlerà ancora per ventiquattro ore, poi questo Paese se lo dimenticherà e lui resterà in galera per quattordici mesi, perdendo anche il lavoro”. La Santanchè punta il dito anche contro i magistrati: “Loro spesso agiscono anche con un mandato ideologico perchè non mi risulta che ci siano sentenze di questo genere per i giornalisti schierati nel centrosinistra”. Ed infine una stoccata al Presidente del Consiglio: “Come va Monti in Europa e all’Onu, parlando di libertà, di diritti, di democrazia, avendo il direttore di un quotidiano in carcere? Bella figuraccia che fa nel resto del mondo