Si firma Amsicora, tragico eroe sardo-cartaginese che lottò contro i romani. Niente nome e cognome ma lancia una bomba proprio sul forum ufficiale del Movimento 5 stelle, creando così il caso Sardegna. Sulla scia del fuorionda di Favia, ma questa volta i panni sporchi pare che si lavino sulweb, culla dei grillini. La denuncia dell’attivista riprende anche nel titolo del post i dissidenti, Favia a Tavolazzi, e chiede l’intervento di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio in persona: “Perché la libertà sta diventando anarchia”.

Che succede nell’Isola? L’8 settembre era la data scelta dalle tre liste civiche di AlgheroSennori e Quartucciu, per la “prima assemblea regionale del Movimento 5 stelle”, che nelle intenzioni avrebbe dovuto “produrre sul territorio un’azione incisiva in grado di dissipare le voci negative di mancanza di democrazia interna”. Anche per far sì che l’azione del Movimento potesse andar avanti con “un’unica voce”. Invece, secondo le accuse, l’incontro è stato organizzato in  “perfetto stile partitocratico con tanto di Regolamento di partecipazione molto dettagliato e selettivo e svolgimento dei lavori rigorosamente a “porte chiuse””.

I termini utilizzati non lasciano equivoci: lo strumento di controllo degli attivisti è ribattezzato Gestapo, il Comitato esecutivo, Politburo e la costituzione di un gruppo regionale alla “Direzione politica”. Ce n’è abbastanza. Anche se i numeri sardi sono marginali, in cento circa hanno partecipato alla contesta assemblea a Oristano, e alle scorse elezioni amministrative il boom dei grillini non ha varcato il Tirreno, nessuna fascia tricolore, solo qualche consigliere comunale, seppur percentuali attorno al 10 per cento.

E poi c’è il sotto-caso Cagliari con una lista civica che lo scorso anno ha presentato Emanuela Corda come candidata. Niente da fare per lei e per il Movimento che non ha avuto nessun rappresentante nell’assemblea cittadina. “Unico esempio in Italia!”, sottolinea caustico il solito Amsicora. Che contesta però la creazione dell’Associazione 5 stelle Cagliari con Statuto e organi dirigenti: “Hanno messo su una vera ‘organizzazione politica’ con tanto di Logo e Sito”. E ancora: “Hanno messo i “piedi nel piatto” in modo da avere una bella rendita di posizione qualora ci fosse da decidere le candidature alle prossime elezioni regionali”. E poi punta il dito sull’utilizzo del web con lo spazio “desolatamente vuoto” delle tre liste (Alghero, Sennori e Quartucciu) e soprattutto in modo esplicito si teme lo snaturamento del movimento. Da qui l’appello ai guru e l’auspicio al vetriolo “che i consiglieri eletti si occupino piuttosto di realizzare il programma civico invece di creare orticelli elettorali e posizioni dominanti da “capobastone”.

“È un teorema scritto da un anonimo, una scusa per attaccare il Movimento – si difende così Emanuela Corda, che ha già risposto sul forum – tra l’altro l’associazione in questione non è nata ora, ma l’anno scorso e non ha alcun potere sulle liste civiche. Ma soprattutto non la guido io, né ho delle cariche al suo interno. In altri forum quel post sarebbe stato semplicemente rimosso”. Respinge tutte le accuse anche Giorgia Di Stefano, consigliere M5S ad Alghero- che stava limando la smentita ufficiale da divulgare ai media: “Si parla di partitocrazia ma è tutto ridicolo. Il regolamento di quella assemblea era pubblico, su Facebook, ed era necessario. Niente di macchinoso, ma quando bisogna organizzare un incontro pubblico ci sono questioni da decidere. Come la sede, per esempio”.

Gli utenti si dividono tra interventisti e non, quasi tutti chiedono  interventi firmati. Ma il nodo vero resta sempre quello della democrazia interna. “Non abbiamo bisogno del prossimo partito personale. Beppe ha contribuito a costruirlo, ma la democrazia siamo noi” e poi c’è chi spera che “non sia vero nulla”. L’associazione, gli organi direttivi, le riunioni a porte chiuse. E teme, forse troppo tardi, la visibilità mediatica: “Questa cialtronata di lista di prescrizione sta andando a finire sui quotidiani. Bella roba”. C’è qualcuno che si e rimarca i nei della ormai nota assemblea concordando con la ricostruzione fatta da Amsicora. Manolo Pinna-Lucia fa parte del gruppo cittadino di Gonnesa, Sulcis-Iglesiente. Parla di scontri interni si dichiara fiero “insieme a poche altre persone di non aver dato credito al modo in cui la cosa è stata gestita,e proseguiremo nel nostro modo di lavorare, pensando per primo al nostro territorio e al nostro Comune, iniziando ad essere semplicemente dei cittadini”. E così i problemi ai confini dell’impero dettano l’agenda nazionale.