Monti attacca, la Cgil risponde. L’entrata a gamba tesa del Presidente del consiglio sullo Statuto dei lavoratori (Con Statuto meno posti di lavoro”) ha provocato l’immediata reazione del segretario della Cgil Susanna Camusso, che ha usato parole e toni incendiari per ribattere alle insinuazioni del capo del governo. E sotto accusa, neanche a dirlo, è finito proprio l’operato dell’esecutivo tecnico. ”Penso che sia la dimostrazione che questo Governo non ha idea su cosa fare per lo sviluppo e la crescita” ha detto la Camusso. Che poi ha rincarato la dose, con attacchi precisi: “Pare che il governo abbia esaurito qualunque spinta propulsiva. E’ la ripetizione di un film che abbiamo già visto”.  Poi l’appello alla squadra dei tecnici o, meglio, una domanda retorica considerata la ‘consecutio temporum‘ degli attacchi del segretario della Cgil: ”Ci dica il Governo cosa vuolfare per la crescita” ha ribadito la Camusso, che è intervenuta a margine dell’assemblea nazionale della Cgil, in corso a Salerno

Dopo gli affondi ‘generali’, la leader della Cgil è scesa nel particolare, analizzando ogni aspetto del comportamento del governo, che “continua a riproporre ricette che hanno già dimostrato la loro fallimentarietà oppure butta la palla in un altro campo, come hanno fatto sulle questioni della produttività”. Poi la stilettata: “Non vorrei che qualcuno, siccome non c’è una idea su nulla, si reiventasse una logica contro i lavoratori” ha detto la Camusso, a cui “pare che abbiamo fatto già abbastanza contro i lavoratori” e sottolinea che “è il peggiore liberismo, quello che ha teorizzato che la diseguaglianza abbia fatto crescere il mondo sono quattro anni che il mondo non sa uscire dalla crisi determinata proprio da quella logica lì”.

Susanna Camusso, però, non si è limitata a criticare, ma ha proposto la sua personale ricetta per rilanciare l’economia del Paese. Come? Salvaguardando il potere d’acquisto di pensionati e lavoratori, che si conferma una priorità per la Cgil dopo le stime di Confindustria sulla crescita nel Paese. Proprio il calo dei consumi, stimato da Confindustria a livelli del ’97, è “il più grave dal dopoguerra” come ha sottolineato il numero uno della Cgil, oltre che “l’elemento da cui partire”. E il leader sindacale lo ha spiegato chiaramente: “Non c’è uscita da questa crisi se non si affronta il tema del reddito dei lavoratori e dei pensionati – ha sottolineato la Camusso – A differenza di ciò che va dicendo il governo, che cioè il tema è nei fatti una logica di riduzione della certezza salariale e del legame alla produttività, qui c’è un problema di potere d’acquisto diffuso del Paese. Senza intervenire i risultati sono esattamente questi”. L’Italia, ha ribadito la Camusso, continua ad essere un Paese “che per il 70% lavora per il suo mercato interno. Se continua a crollare il mercato interno, l’idea che ci sia una ripresa è affidata a non so quale libro, certo non alla prospettiva del Paese”.

Critiche al governo anche per quanto riguarda il tema delle prossime elezioni e di tutto ciò che ad esse è collegato. ”Continuo a pensare che spostare il ragionamento sulle elezioni e su che governo ci sarà dopo, non dà conto dell’emergenza del Paese” ha detto Susanna Camusso, secondo cui “il problema che mi pongo non è cosa succederà nella primavera prossima, è cosa si mette nella legge di stabilità e che risposta si dà oggi ai pensionati e ai lavoratori”. Il tema, per la Camusso, è che “le politiche fatte, come ammette lo stesso presidente del Consiglio, hanno aumentato la recessione, quindi il tema è come qui ed ora si fanno delle cose diverse”. Invece “si sta costruendo una idea che abbiamo fatto tutto e il problema è solo che chi arriverrà dopo continui”. Il vero punto nevralgico, quindi, per la Cgil è “la legge di stabilità e quali provvedimenti ci sono: la nostra iniziativa di mobilitazione è collegata alle rivendicazioni e alle risposte”.