Al contrario di quanto sostiene Monti, il via libera al Fiscal Compact e al MES da parte della Corte di Karlsruhe non è un’ottima notizia. Si tratta invece di una notizia assai negativa, in particolare per l’Italia. Con il Fiscal Compact infatti l’Italia dovrà tagliare ogni anno e per vent’anni il proprio debito pubblico di 45 miliardi all’anno: una stangata prolungata che terrà l’Italia in recessione per i prossimi decenni, distruggendo posti di lavoro e welfare. Innanzitutto però una informazione. Il ricorso alla Corte non era stato fatto da qualche organizzazione di destra ultranazionalista o dai banchieri tedeschi. Tutti questi abbaiano per ragioni elettorali o per garantirsi ulteriori margini di contrattazione in Europa ma si sono tranquillamente bevuti questi trattati europei. Il ricorso è stato fatto nei mesi scorsi dalla Linke, la sinistra tedesca guidata da Oskar Lafontaine che fa parte – come Rifondazione Comunista, Syriza e il Front de Gauche – del Partito della Sinistra europea.

Il motivo del ricorso è molto semplice: con il Fiscal Compact si santifica la politica dei sacrifici in tutta Europa e si aggrava la crisi. Il Fiscal Compact serve ad obbligare gli stati – a partire dal nostro – a tagliare la spesa sociale e a distruggere il welfare. Come Draghi ha spiegato mesi fa, l’Europa non deve più avere questo livello di welfare e attraverso il Fiscal Compact hanno trovato il modo di obbligare gli stati a perseguire questa strada. Con il MES si pongono le condizioni affinché i cittadini degli stati dell’Unione debbano continuare a pagare tasse per finanziare la speculazione. Infatti l’istituzione del MES, invece di prevedere l’intervento illimitato della BCE a tutela dei titoli di stato – impedendo così definitivamente la speculazione sui titoli di stato – mette in piedi un meccanismo farraginoso in cui gli stati dovranno finanziare il MES per concorrere a “salvare” gli stati aggrediti dalla speculazione. In questo modo la speculazione continuerà – sia pure forse a livello ridotto – e noi continueremo a pagare. Inoltre il MES sarà utilizzato non solo per “salvare” gli stati ma anche le banche private, così come sta già accadendo ora. È bene sapere infatti che l’attuale Fondo Salva Stati dell’Unione Europea sta prestando alle banche private spagnole 100 miliardi di euro e che di questi 19 miliardi sono messi dal governo italiano. In pratica stiamo usando tutto l’introito delle stangate del governo Monti, dall’Imu all’aumento dell’età pensionabile, per finanziare gli speculatori spagnoli che, negli anni scorsi, quando hanno guadagnato, si sono intascati i profitti e adesso, dopo che le speculazioni gli sono andate male, fanno pagare ai cittadini le perdite.

Qualcuno può pensare che comunque il MES sia meglio di nulla ma per questa obiezione rimando al mio ultimo post in cui spiego che, senza una modifica strutturale del ruolo della Bce, la speculazione continuerà ad essere utilizzata come una clava contro i popoli europei.

Per questo auspicavo che la Corte di Karlsruhe desse ragione alla Linke. Per quanto ci riguarda, come Partito della Sinistra Europea continueremo la battaglia. Il primo appuntamento è in Francia, dove il Front de Gauche guidato da Mélenchon ha convocato una manifestazione a Parigi per il 30 settembre, contro il Fiscal Compact. Il Front de Gauche ha anche chiesto al Presidente della Repubblica francese di indire un referendum sul Fiscal Compact. Noi appoggiamo questa proposta e saremo presenti in piazza a Parigi.

In Italia non è purtroppo possibile sottoporre a referendum il Fiscal Compact e stiamo per tanto operando per scardinare questa sciagurata politica economica per altra via: abbiamo depositato i referendum sui diritti dei lavoratori e ci stiamo apprestando a presentare un referendum contro la riforma delle pensioni della Fornero. Per costruire l’Europa dei popoli è necessario fermare questa Europa iperliberista.