Botta e risposta sul web. Il caso Favia continua a crescere. E Beppe Grillo risponde pubblicando in grande evidenza sul suo blog  un lungo ragionamento di un giornalista free lance legato al meetup di Vicenza, Maurizio Ottamano nel quale si ipotizza che lo sfogo del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle contro Gianroberto Casaleggio, fosse concordato con il suo intervistatore e che il movente sarebbe stato il passaggio a un’altra formazione politica. E così a stretto giro arriva la considerazione di Favia e una domanda di finiana memoria: “Non ho nessuna intenzione di andare nel Pd. L’M5s è sempre stata ed è mia la casa – si legge suTwitter – Che fai mi cacci?”. Alla quale si è aggiunge una secca smentita del conduttore di Piazza Pulita, Corrado Formigli, che  sempre su Twitter scrive: “L’ipotesi, pubblicata su http://www.beppegrillo.it  di intervista a Favia concordata e fintamente “rubata” è totalmente falsa”. Formigli  poi afferma che  “nessun ospite in studio conosceva il contenuto dei servizi di Piazzapulita. Frasi Favia diffuse in comunicato poco prima di messa in onda”

Anche qui il riferimento è tutto per il post pubblicato sul blog di Grillo nel quale,  dopo una lunga premessa,  si sostiene che ci sarebbe stato un gioco di sponda tra il conduttore della trasmissione Corrado Formigli e Luca Telese, il direttore del neonato quotidiano “Pubblico”, sul cui sito la notizia del fuorionda sarebbe apparsa qualche minuto prima dell’effettiva messa in onda.

A sostegno della sua tesi Ottomano elenca una serie di elementi: “Incredibilmente l’audio del fuori-onda è perfetto: non ha nulla a che fare con servizi “rubati” nel passato delle trasmissioni di cronaca in Tv. Non è frutto del lavoro di un microfono nascosto (stile Iene), né di quello montato sulla telecamera, altrettanto poco preciso…”. E poi Ottomano argomenta che il consigliere “non è lo sprovveduto che pensiamo in balia del giornalista cattivo e di una tecnologia sconosciuta. Non è un’anziana signora ottantenne, ignara di qualsiasi marchingegno elettronico, con il panico da telecamera e la voglia di salutare a casa. Il nostro Favia è abituatissimo alle interviste…” e avrebbe un “curriculum di tecnico audiovisivo” che lascerebbe dubbi sul fatto che possa essere cascato in un tranello.

E poi, secondo lui, ci sarebbe un indizio che verrebbe dallo stesso leader Movimento: “Grillo alla festa del 5 Stelle di Brescia, a Roncadelle per la precisione, apparve abbastanza nervoso e scuro in volto, forse come mai era stato. Disse quasi subito che “anche noi avremo i nostri Scilipoti“, intendendo una sorta di sillogismo per un tradimento politico di cui forse sapeva l’esistenza, ma non i termini precisi… Qualcosa era trapelato sicuramente…” ipotizza ancora Ottomano. 

Al di là delle ricostruzioni, però, la questione a questo punto è semplicemente politica. Cosa accadrà a Favia? Gli verrà inibito l’utilizzo del simbolo? O il suo fuorionda spingerà il movimento a riaprire il dibattito sulla democrazia interna? E ancora: il suo sfogo ha qualche fondamento, o no?