Beppe Grillo si domanda da dove vengono i fondi per la Festa democratica e chi paga il cachet di Roberto Benigni, qualche giorno fa a Reggio Emilia con il suo show che propone dal 2006 in tutte le più importanti piazze italiane. E mentre sullo sfondo permane il botta e risposta con il segretario Pier Luigi Bersani e gli attacchi tra “piduisti” e “fascisti”, emerge la voce di Giovanni Guerisoli, tra i fondatori della Rete del Sociale e del Lavoro del Partito Democratico e segretario confederale del sindacato Cisl fino al 2002 che ricorda il compenso in nero percepito dal comico genovese nel 1999. Poi smentito dalla stessa Cisl.

Ai microfoni de La Zanzara di Radio24, Guerisoli ha detto: “Ma il Beppe Grillo che attacca Roberto Benigni perché profumatamente pagato per andare alla festa del Pd, sarà mica lo stesso Beppe Grillo che per uno spettacolo del 1999 ci chiese 10 milioni di lire, da pagarsi rigorosamente in nero, senza fattura? Accettammo di pagarglieli, li prese personalmente, ma poi per noi fu durissima giustificare quell’uscita”.  Ma a seguito delle sue dichiarazioni, la Cisl precisa in una nota che la notizia è “destituita da ogni fondamento”. Il due febbraio del 1996 “e non nel 1999, come ha affermato ieri erroneamente su Radio 24 l’ex segretario confederale della CISL, Giovanni Guerisoli, il signor Beppe Grillo partecipò a Rimini ad uno spettacolo serale, con ingresso gratuito, in occasione dell’assemblea dei quadri della stessa Cisl. In quella circostanza il comico genovese ricevette dalla Cisl per la sua prestazione professionale un compenso di venti milioni di lire, regolarmente quietanzato”, spiegano dal sindacato. Dopo quell’evento, “in nessuna altra occasione Grillo ha partecipato ad iniziative della Cisl”, e “riconferma che in quella occasione fu regolarmente emessa dall’impresario di Grillo una regolare fattura come quietanza, fattura tuttora conservata negli archivi della Cisl”.

A mostrare la foto della fattura è stato il segretario della Cisl Raffaele Bonanni che ha detto: “Nè la Cisl nè Beppe Grillo sono evasori fiscali”.”Grillo – ha spiegato Bonanni a margine della Festa democratica – è stato pagato regolarmente, come risulta da questa fattura. Qualcuno voleva fare uno scoop, ma le affermazione di Guerisoli sono solo sue e non hanno nessun fondamento, forse è stato spinto da una avversione personale verso Grillo ma i fatti sono questi”.

Prima della smentita del sindacato, il leader del Movimento 5 Stelle aveva però annunciato in mattinata su Twitter di adire a vie legali:  “L’accusa mossami da Giovanni Guerisoli sui 10 milioni cash in nero è totalmente infondata – ha detto-. Sarà querelato dai miei avvocati al più presto”.