Il 20 per cento delle scommesse sulle Olimpiadi di Londra è stato effettuato in ricevitorie irregolari. E’ quanto emerso dal piano di controllo straordinario della Guardia di Finanza, che ha visitato oltre 2000 esercizi e accertato più di 400 violazioni, tra centinaia di videopoker illegali e decine i centri di scommesse non autorizzati.

Le verifiche delle Fiamme Gialle hanno interessato tutto il territorio nazionale. Nel dettaglio, sono stati 2.088 gli esercizi controllati e 417 le violazioni contestate: sequestrati 233 videopoker illegali e 74 centri di scommesse non autorizzati, 185 persone denunciate. Nel corso delle verifiche iniziate l’ultima settimana dei Giochi Olimpici e proseguite nei giorni scorsi, i finanzieri hanno verificato l’iscrizione degli esercizi nell’apposito elenco, il possesso delle autorizzazioni, l’integrità degli apparecchi da gioco, il loro collegamento alla rete dei Monopoli e l’identità dei giocatori, anche con riferimento alle norme a tutela dei minori.

La collaborazione tra Guardia di Finanza e Amministrazione dei Monopoli di Stato ha permesso di incrementare l’efficacia dei controlli, anche grazie al potenziamento delle banche dati: il collegamento in rete permette, infatti, di monitorare il corretto funzionamento di ogni apparecchio e di intervenire, quindi, in caso di anomalie. I fenomeni illeciti maggiormente diffusi sono risultati l’alterazione e la manomissione degli apparecchi da gioco, l’abusiva raccolta di scommesse sportive mediante agenzie clandestine, anche per conto di allibratori esteri privi di autorizzazione, le lotterie fasulle e i siti di gioco artificiosamente collocati all’estero per sfuggire ai controlli ed alle imposte. 

Il blitz conferma l’elevato tasso di illegalità che caratterizza il settore delle macchinette da gioco, oggetto di interessa anche da parte della criminalità organizzata. Nel novembre scorso, un’inchiesta dell’antimafia di Milano aveva rivelato che a lucrare su videopoker scollegati dal “cervellone” dei Monopoli di Stato erano gli esponenti del clan Lampada-Valle, sotto inchiesta per ‘ndrangheta. E’ latitante da parecchi mesi Gaetano Corallo, il gestore della Bplus, una delle dieci concessionarie dei Monopoli di Stato per le macchinette dell’azzardo, ricercato per associazione a delinquere. Le dieci concessionarie, in blocco, sono state condannate dalla Corte dei conti a una multa complessiva di 2,5 miliardi di euro per l’evasione fiscale realizzata grazie proprio al meccanismo del mancato collegamento telematico degli apparecchi

L’attività della Guardia di Finanza a tutela del gioco legale segue tre specifiche linee d’azione: contrastare l’evasione, considerate le ricadute negative del gioco illegale sul gettito fiscale complessivo; tutelare il mercato, affinchè gli operatori onesti non subiscano la concorrenza sleale di coloro che non rispettano le regole; garantire i consumatori da proposte di gioco pericolose, non autorizzate dallo Stato.

Dall’inizio dell’anno, la Guardia di Finanza ha eseguito oltre 7mila controlli nel settore dei giochi e delle scommesse, riscontrando 2.358 violazioni, con il sequestro di 2.010 apparecchi da gioco e 1.059 punti clandestini di raccolta delle scommesse. E non mancano vicende emblematiche. Dalla bisca clandestina “travestita” da centro culturale alle puntate illegali su conti intestati a “prestanome”. Sono alcuni dei casi più eclatanti scoperti dagli uomini della Guardia di Finanza nel corso dei controlli eseguiti su tutto il territorio nazionale.

A Roma, ad esempio, è stata scoperta una bisca clandestina nella sede di un’associazione culturale. Quando i finanzieri hanno fatto irruzione, hanno trovato ai tavoli da gioco e ai videopoker giovani e pensionati di età tra 18 e 60 anni. Il circolo è stato sequestrato ed il gestore, un pluripergiudicato per associazione a delinquere, denunciato. A Padova, invece, un’associazione sportiva, che nascondeva una bisca clandestina con videopoker illegali, era stata posizionata a poca distanza da una sala da gioco autorizzata. Il gestore della bisca attraeva i giocatori promettendo puntate illimitate e premi immediati in denaro, tant’è che sono state contestate anche numerose violazioni alle recenti norme che limitano i pagamenti in contanti a mille euro.

In provincia di Bari, con l’operazione “fatal bet”, sono stati sequestrati 30 esercizi, tra centri scommesse non autorizzati e punti vendita di gioco on-line che, invece, raccoglievano puntate illegali su conti intestati a prestanome. I 64 responsabili sono stati tutti denunciati. Le Fiamme Gialle di Sassari, invece, hanno passato al setaccio i centri scommesse della provincia dopo che un reparto territoriale ne aveva individuato uno collegato ad una rete illegale: 29 centri sono stati sequestrati e 30 gestori denunciati.