A soli tre mesi dall’elezione, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando perde un importante elemento della sua giunta. Ieri pomeriggio si è dimesso a sorpresa Ugo Marchetti, vicesindaco e assessore al Bilancio del capoluogo siciliano. Marchetti, ex generale della Guardia di Finanza e magistrato della corte dei conti, era stato scelto da Orlando per rimettere in sesto i disastrati conti di palazzo delle Aquile. Il rapporto tra il generale e il primo cittadino si è però incrinato in tempi record.

Ieri, in una riunione di giunta appositamente convocata, Orlando ha comunicato agli altri assessori il passo indietro di Marchetti e subito dopo ha diramato un breve comunicato stampa. Nel frattempo l’ormai ex assessore si è defilato in sordina non concedendo alcuna spiegazione in merito alle sue dimissioni, giustificate soltanto con generici “motivi personali”. Dentro al palazzo di città però in molti hanno le idee chiare sui motivi che avrebbero portato Marchetti a fare un passo indietro: l’ex generale si sarebbe dimesso perchè in disaccordo con alcune scelte di Orlando proprio in materia di bilancio. Marchetti non avrebbe condiviso la nomina da parte di Orlando del nuovo direttore generale, Luciano Abbonato, un esterno che costerà quasi 180 mila euro l’anno alle disastrate casse del comune palermitano.

L’ex militare non avrebbe gradito neanche alcune altre scelte fatte da Orlando subito dopo l’elezione: per esempio quella di Ettore Artioli, nominato al vertice dell’Amat, l’azienda del trasporto pubblico, bocciata anche dai ragazzi di Addiopizzo. Tra l’ex assessore al bilancio e il quattro volte sindaco di Palermo sarebbero sorte anche divergenze in merito alla gestione economica delle aziende ex municipalizzate, vera e propria spada di Damocle del bilancio cittadino. Dal prossimo anno infatti i bilanci dei comuni dovranno essere “consolidati”, e cioè dovranno inglobare anche i rendiconti delle società partecipate. Proprio per questo Marchetti aveva chiesto, subito dopo la sua nomina, l’istituzione di una commissione d’inchiesta che studiasse i conti delle aziende più a rischio, come la Gesip, che si occupa di vari servizi per il comune, e l’Amia, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti.

I riflettori sui bilanci delle aziende ex municipalizzate erano già stati accesi dalla magistratura contabile, ma la proposta di Marchetti d’istituire una commissione d’inchiesta interna al comune era stata congelata. Tra Marchetti e Orlando si è dunque consumata una spaccatura amministrativa in piena regola, diventata insolubile per l’ex generale delle fiamme gialle, che alla fine ha scelto di farsi da parte. Adesso Orlando dovrà trovare il successore di Marchetti in tempi record: il ruolo di vice sindaco spetterà quasi certamente all’assessore alla cultura Francesco Giambrone. Più difficile invece la scelta del nuovo assessore al Bilancio, un poltrona che scotta a causa dei disastrati conti comunali: in pole potrebbe comunque esserci un altro fedelissimo di Orlando, l’ex presidente della commissione Bilancio Maurizio Caruso, tesoriere di Italia dei Valori.

Nel frattempo, dal consiglio comunale palermitano arrivano le prime stilettate contro il primo cittadino. “Crediamo che i cittadini palermitani abbiano il diritto di conoscere le ragioni che hanno determinato tale scelta, soprattutto se questa fosse collegata allo stato di salute dei conti pubblici del comune di Palermo” scrive in una nota Teresa Piccione, capogruppo consiliare del Pd. Più graffiante il commento di Fabrizio Ferrandelli, ex delfino di Orlando e poi suo sfidante alle amministrative, che su Facebook scrive: “La situazione del Comune è davvero difficile e non invidio Orlando che va aiutato a governare. Ma chi tra noi candidati non lo sapeva?”

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