Prima associazione al suo nome: il decolleté. E’ indicato, dai nemici, come il motivo del suo successo. In Transatlantico se ne parla, si fanno battute “e il mistero è scoprire quanto porto di reggiseno. Ma non è detto che io lo indossi… E comunque non è neanche il mio miglior pregio fisico”. Classe 1972, imprenditrice, magra, curata senza troppi eccessi, da tempo è la persona più vicina a Silvio Berlusconi. Di lei i colleghi di partito offrono un’immagine: accoglie tutti seduta cavalcioni sulla scrivania del capo e decide chi può e per quanto, incontrare l’ex premier. “Cavolate, sono i giornali ad aver costruito questo mito. La realtà è un’altra”.

Ce la racconti.
Non conto nulla. Assieme ad altri due sono solo la persona che ora lo segue.

La indicano come cattivissima.
Sono cattivissima perché non riesco, e non posso, dare retta a tutti. Lei non sa in quanti mi cercano, convinti che possa risolvere i loro problemi.

Tipo?
Ho scoperto di avere nuovi parenti, arrivano star di televisione e cinema per ottenere una parte. O politici di ogni genere in cerca di una conferma.

Fuori i nomi.
No! Non posso!

Allora un esempio.
Un signore mi ha chiesto di intercedere per far riunire i loculi dei genitori: sono in cimiteri lontani.

Lei sta stilando le future liste elettorali.
Altra falsità. Siamo ad agosto e non si sa neanche quando e come si andrà a votare.

Ma lui si ricandida?
(Silenzio) Sono in molti a chiederlo. Però non glielo consiglio. Credo sia giunto il momento debba pensare più a se stesso, al suo benessere fisico e mentale. Alla sua famiglia. Alle sue aziende.

Alle sue aziende in questi anni ci ha pensato eccome…
Si è dedicato al Paese. Ma non gli è stato possibile mettere in atto quello che aveva in mente.

Aveva una maggioranza mai vista prima.
Non è così. Non ha mai avuto la possibilità di decidere. Gli è mancato il 51% da solo. E devo dire una cosa: la colpa è anche degli italiani.

Pure!
Sì, se tutti lo avessero votato, non ci sarebbe stato bisogno di una coalizione.

Si chiama dittatura.
Ma no, lui è un imprenditore, e come tale deve decidere nel bene e nel male.

Cosa ha impedito la sua “rivoluzione”?
L’addio di Fini. Da lì tutto è degenerato. Ha passato dei periodi duri, peggiorati con le inchieste.

Si consolava con i bunga bunga.
Solo cene. Ma parliamo del passato. Ora è a dieta.

Di bunga bunga ha parlato lei, ci sono le intercettazioni con Emilio Fede.
È una barzelletta.

Sì, come le maschere della Boccassini indossate dalle ospiti…
Mai messe. Quelle di D’Alema sì, ma niente Boccassini e Obama.

Come è nata la sua passione per Berlusconi?
A 15 anni. Ero con mia madre davanti al Maurizio Costanzo show, sul palco c’era lui. Folgorata.

Quindi ha attaccato il suo poster in camera?
No! Ma avevo quello di Andreotti. Sa, la mia famiglia era Dc.

Altri miti?
Non ci crederà.

Proviamo.
Ero pazza di lui, ho anche costretto mia madre ad accompagnarmi a Roma per incontrarlo. Ho fatto le poste fuori dagli studi Rai.

Sì, ma per chi?
Adriano Celentano. Ho una foto con lui.

Non è proprio un berlusconiano.
Mi dispiace per lui. Ma se lo conoscesse cambierebbe idea. Non esistono persone speciali come il Presidente.

Il suo compagno non è geloso?
Alt! Sono sposata dal ‘95 ma in Comune. Il prossimo anno lo farò in chiesa.

Grande festa allora?
No, molto riservata, solo noi e i testimoni.

Scontato il nome del suo testimone…
Sbagliato. I miei saranno Francesca Pascale (collega del Pdl anche lei nei briogliaci del bunga bunga e ora accreditata come nuova fidanzata di B, ndr) e Stefania Renzetti (la sua assistente, ndr)

E per suo marito?
Silvio Berlusconi.

Ecco, non poteva mancare… Lei, come il suo capo, non ha buoni rapporti con i media.
Vi inventate di tutto, sono stufa. Anzi, sa con chi ce l’ho in particolare? Con il Corriere, ha scritto di tutto, anche che ero indagata. Falso.

I suoi amici nel Pdl?
Soprattutto Jole Santelli.

Soggetto focoso.
Non ha idea quanto. I primi mesi non mi rivolgeva la parola. Poi all’improvviso ha attaccato un discorso lunghissimo, di cui non ho capito nulla. Ma non per i contenuti, solo per l’accento calabrese.

Daniela Santanchè? 
Una grande provocatrice. Elegante da morire.

Mi dica un antipatico.
Trovo simpaticissimo Di Pietro.

Il gioco dei paradossi?
Dico sul serio. Siamo insieme nella Commissione Giustizia, abbiamo una passione in comune.

Quale?
Berlusconi. Tutti e due gli dobbiamo molto.

Ancora non mi ha detto un antipatico.
Non mi viene in mente.

Su 300 e passa del Pdl, neanche uno?
Oramai siamo rimasti in quattro (e ride). Eppoi con me sono tutti simpatici. Apparentemente…

Proviamo con la Began. Lascia intendere di essere incinta di Berlusconi.
Scherziamo? Se veramente dice una cosa del genere, parliamo di truffa. Roba da denuncia. Magari ve lo siete inventati voi giornalisti. Hanno anche sbiancato la cute del Presidente per farlo apparire calvo. Magari non si era truccato.

Il suo primo incontro con Berlusconi?
Un gazebo nel mio municipio, sud-est di Roma. Doveva prendere l’aereo da Ciampino. Passa di lì, si ferma, mi arriva davanti e mi fa: voglio votare per le primarie della dirigenza romana.

E lei?
Gli chiedo i 2 euro secondo il regolamento.

Dicono che poi lei sia salita in macchina con lui. Da lì è partita la sua carriera.
Altra bufala. Nel gazebo c’era anche mio marito. Forse non è chiaro, ma la mia attività politica parte dal 1994. Nel mio quartiere ho preso quasi mille voti alle municipali, mi chiamavano la ‘madonnina di Cinecittà’ perché avevo ricoperto tutti i muri con i miei manifesti.

Ora è una celebrità?
Non posso più mettermi in costume.

E perché?
Sono ossessionata dai fotografi che vogliono puntare il loro obiettivo sul seno. Scendo in spiaggia ultracoperta con mio figlio che mi prende in giro. Non sa quanto sudo e soffro di pressione bassa.

E qui torniamo alle sue forme.
Il mio lato B (non inteso come Berlusconi) è anche migliore. Oddio, e ora chi lo sente Cicchitto?

da Il Fatto Quotidiano del 15 agosto 2012