La classica divisione britannica fra scuole “d’eccellenza” – private – e scuole statali – per il popolo – si ripercuote anche su Londra 2012. Il 39,4 per cento degli atleti del Regno Unito che partecipano a questi giochi proviene da college e istituti gestiti da enti e fondazioni a scopo di lucro. Erano il 35,7 per cento a Pechino nel 2008, il 27,8 per cento ad Atene nel 2004 e il 23,6 per cento a Sidney 2000. Il dato, che viene dall’Independent Schools Council, un’associazione di scuole private – chiamate paradossalmente, in Gran Bretagna, “public schools” – riapre così le discussioni, mai sopite, sul classismo britannico. Un paese, il Regno Unito, dove frequentare la scuola e l’università che conta ti apre le porte, anche nello sport, visto l’alto numero di college dotati di piscine e campi di sport nobili come il cricket e l’hockey. Mentre spesso chi deve andare alle scuole statali, magari di periferia, che al massimo possono contare su un campetto da calcio e uno da rugby, si deve accontentare di quello che viene. Anche al momento dell’arbitraggio e del podio.

David Lammy, parlamentare laburista per il seggio di Tottenham e ministro ombra per l’Educazione, spiega a ilfattoquotidiano.it: “Anche lo sport è una questione di classi sociali, non vi è dubbio. E questa è una macchia sulla reputazione sportiva britannica. Le scuole private sono sicuramente meglio per un futuro atleta, in quanto hanno strutture e risorse di pregio che possono offrire una grande varietà di sport diversi. Alcune public schools hanno piscine olimpioniche, campi di tiro a volo e persino campi da badminton. Basti pensare che Eton Dorney, una delle strutture olimpioniche di questi giochi, è appunto di proprietà del college di Eton, uno dei migliori al mondo”.

Al momento, nel medagliere olimpico, gli atleti britannici che hanno frequentato scuole private sono arrivati a collezionare sette ori, nove argenti e dieci bronzi. Un terzo dei ‘medagliati’, appunto, è stato abbastanza fortunato da avere dei genitori in grado di pagare le esorbitanti rette degli istituti privati. Oppure, in caso abbia studiato con borse di studio, è stato molto fortunato dall’avere genitori in grado di intrecciare stretti rapporti sociali con la gente che conta. Perché entrare in una public school è spesso una questione di soldi, è vero, ma anche di legami, connessioni, quello che in Gran Bretagna chiamano networking. Ma che in Italia verrebbe chiamato in un altro modo.

Lammy è comunque fiducioso: “Spero che le Olimpiadi diano una spinta e offrano un’eredita sportiva anche alle scuole statali. Almeno da un punto di vista, questo sta già succedendo. Gli adolescenti di tutto il paese sono in questi giorni esposti a sport dei quali magari nemmeno conoscevano l’esistenza. Tuttavia, se vogliamo approfittare al meglio della loro curiosità e del loro entusiasmo, dobbiamo fare in modo che questo governo guidato da David Cameron metta in atto delle grandi operazioni di finanziamento. Eppure, come abbiamo visto, finora conservatori e liberaldemocratici hanno fatto il contrario, tagliando su tutto, compreso lo sport nelle scuole statali. Il risultato, temo, sarà che metteremo a repentaglio anche questa eredità olimpica che in questi giorni si sta creando”.

E pensare che UK Sport, ente governativo, fece di tutto per propagandare il verbo sportivo in scuole sia pubbliche che private, anche per giustificare l’enorme quantità di denaro che poi sarebbe stata spesa per le Olimpiadi. I risultati, però, si sono visti soprattutto negli istituti privati. Fra questi giovani ‘allevati’ dallo schema governativo anche Helen Glover, 26 anni, campionessa della canoa con il primo oro incassato dal team della Gran Bretagna. Figlia di un ex capitano della squadra di rugby della Cornovaglia, Glover ha fatto le migliori scuole private della sua zona. Ed è stata appunto selezionata dal programma di UK Sport dal motto “Anche tu potresti essere un atleta olimpionico”. Tu, chiaramente, se hai avuto tanto grano in tasca. I nomi delle scuole dalle quali provengono, infatti, sono sempre quelli: dalla Royal Academy of Dramatic Art al Royal College of Surgeons, alla European Space Agency. E poi Eton, Cambridge, Oxford e l’esclusivissima scuola di Millfield nel Somerset. Come a dire: se hai tanti soldi, diventi anche più bravo a correre, saltare, remare o a dare un calcio a un pallone.