Un ”confronto pubblico” per parlare della questione Ilva, tema “troppo importante per essere affidato ad articoli di polemica e gossip politico, senza peraltro diritto di replica”. E’ l’invito-accusa che il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha proposto al Fatto Quotidiano, reo – a sentire Clini – di avergli dedicato “ben due articoli che, al netto delle malevole allusioni e delle inesattezze sul mio conto, affrontano il tema del rapporto fra politiche industriali e politiche ambientali”. Secondo l’esponente del governo Monti “il tema che si dibatte oggi, connesso alla complessa vicenda Ilva, è mio parere troppo importante per essere affidato ad articoli di polemica e gossip politico, senza peraltro diritto di replica”. Poi la proposta, diretta: “Invito la direzione e la redazione del Fatto Quotidiano ad un confronto pubblico – ha detto Clini – per discutere liberamente e senza remore di questi temi”.

La questione sollevata dal ministro è riferita agli articoli pubblicati nell’edizione di ieri del nostro giornale e relativi al polemica che ha visto il ministro Clini contrapposto alla procura di Taranto in merito ad una intercettazione nella quale il titolare del dicastero verrebbe definito da un dirigente Ilva “un uomo nostro”. Parole pronunciate da Girolamo Archinà, l’uomo delle pubbliche relazioni della società licenziato appena due giorni fa. Lo scontro tra Clini e i pm, poi rientrato nella serata di sabato, era scaturito indirettamente da una informativa degli investigatori contenente le trascrizioni di alcune intercettazioni telefoniche e consegnata dalla Procura di Taranto ai giudici del Riesame durante la discussione sui ricorsi. L’intercettazione è del 2010, quando Clini era alla guida della direzione generale per lo Sviluppo Sostenibile, il Clima e l’Energia. Nella telefonata pare che gli interlocutori facciano riferimento a presunte conoscenze ministeriali.

Il dicastero ha risposto con una nota durissima, segnalando la vicenda al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano e al ministro della Giustizia, Paola Severino. Nella nota si parla di “insinuazioni” spiegando che il ministro Clini “non si è mai occupato della Autorizzazione integrata ambientale dell’Ilva” e “nè ha mai avuto rapporti con la dirigenza Ilva” in merito. “In nessuna di tali intercettazioni risulta – direttamente o indirettamente – il nome del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini” ha replicato in una nota il procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, riferendosi al contenuto dell’informativa consegnata al tribunale del Riesame.