Bella, elegante e bravissima. Gabrielle “Gabby” Douglas a soli 16 anni diventa la prima ginnasta di colore a vincere concorso generale individuale di ginnastica artistica. Una prestazione straordinaria: prende il comando della classifica con la prima rotazione al volteggio e poi non lo molla più, arrivando a raggiungere il totale di 62.232 che vale l’oro davanti a due russe e all’altra americana (Raisman, poi quarta), le sole rimaste in gara fino all’ultimo. Ma in America non a tutti è andata giù che un’atleta afroamericana potesse eccellere nella ginnastica e così la ragazzina di Virginia Beach ha subito prima il tifo contro di qualche connazionale e poi l’umiliazione di vedere la propria vittoria essere seguita sulla Nbc (il network americano che trasmette i Giochi) da uno spot con una scimmia che fa ginnastica. Con un tempismo che in molti hanno trovato sospetto.

Già un collega ha raccontato di come alla North Greenwich Arena molti giornalisti americani non fossero propriamente entusiasti di vedere una ragazza di colore primeggiare in una specialità considerata evidentemente privilegio dei Wasp. Addirittura qualcuno tifava in maniera palese per le russe quando ha capito che l’altra americana, la bianca Raisman, non sarebbe riuscita a spodestare Gabby. Ma il peggio l’hanno visto i milioni di americani sintonizzati sulla rete Nbc, che ha confezionato un vero e proprio spot razzista trasmesso giusto pochi secondi dopo la celebrazione dell’oro di Gabby. 

Il presentatore Bob Costas ha appena finito di mostrare le immagini della gara e della premiazione – concludendo il servizio con le parole “E a adesso ci saranno un sacco di ragazze afroamericane che staranno pensando: Wow! voglio provarci anch’io” – quando ha lanciato la pubblicità. E sullo schermo è apparso lo spot della sit com “Animal Practice”, prodotta dalla stessa Nbc, in cui una scimmia fa esercizi agli anelli mentre una voce fuoricampo dice: “Tutta la sua vita, i suoi sacrifici, sono stati dedicati a raggiungere questa vittoria”. Un perfetto esempio di montaggio analogico, che avrebbe fatto invidia a Eisenstein, il cui significato è risultato però essere clamorosamente razzista.

Subito i social network della rete sono stati presi d’assalto dal pubblico, che ha protestato per l’offensivo accostamento delle immagini. E la Nbc ha dovuto scusarsi pubblicamente con un comunicato: “Non volevamo certo risultare offensivi. Questo spot era previsto da tempo in quello spazio pubblicitario, per assicurargli massima visibilità”. Il problema resta. Dato che lo spot non ha interrotto una diretta, ma è seguito a un servizio preparato da studio, ci sarebbe stato tempo e modo di mandarne un altro. Considerando anche il malcelato disgusto con cui i giornalisti americani hanno accolto la vittoria di Gabby, il tempismo con cui la Nbc ha scelto di sovrapporre le immagini della vittoria di una ragazza afroamericana con lo spot di una scimmia che vince una gara nella medesima disciplina, resta quantomeno sospetto.