Fuga di capitali Barclays da Spagna e Portogallo. Il quotidiano iberico El Pais ha scritto, citando fonti interne alla banca, che l’istituto di credito ha ritirato dalle sue controllate di Madrid e Lisbona i propri capitali. Più precisamente il gruppo bancario ha preso diverse misure di mitigazione del rischio di una fuoriuscita dei due Paesi dall’eurozona riducendo pesantemente la liquidità delle proprie filiali nei due Paesi.

Fino ad oggi da Londra si sono coperte le necessità di liquidità della filiale di Madrid, ma, segnala la banca, questo aumenta il rischio di perdite nel caso in cui la Spagna e il Portogallo escano dall’euro, una possibilità che per l’ Italia è invece “significativamente minore”. La ritirata di capitali è stata una delle misure adottate, con la riduzione in sei mesi del finanziamento alla filiale spagnola, passando da 15 miliardi e 500 milioni di euro ai 3 miliardi e 200 milioni. Per compensare questo ammanco, la filiale iberica ha chiesto alla Banca centrale europea 8 miliardi e 200 milioni di euro. Operazione simile è stata compiuta in Portogallo.

Inoltre, la banca ha ridotto la propria esposizione rispetto ai debiti sovrani e ha tagliato il credito d’investimento nei paesi “periferici dell’eurogruppo” (Spagna, Italia, Portogallo, Irlanda, Grecia e Cipro). Il portafoglio sul debito di questi paesi è stato tagliato del 22 per cento a 7 miliardi e 200 milioni di euro. Per la sola Spagna, la riduzione è stata pari al 13 per cento. 

Il colosso finanziario britannico recentemente è stato pesantemente coinvolto nello “scandalo Libor”, la manipolazione del tasso di scambio di valuta interbancario di Londra, che ha provocato le dimissioni di diversi suoi alti dirigenti. Sono saltate le teste di Robert Diamond ai tempi amministratore delegato, il vecchio presidente Marcus Agius e anche quella dell’ex direttore generale Jerry del Missier. La banca britannica ha comunicato di aver stanziato accantonamenti per 450 milioni di sterline destinati ai risarcimenti dei clienti rimasti coinvolti nella truffa dei tassi di interesse.