Le parole di Di Pietro sulla lista “dei non allineati” hanno scosso profondamente il partito fin nelle sue fondamenta. E così, subito dopo aver lanciato il prossimo asse con Grillo – “Pd e Pdl ci temono? Fanno bene” – dentro l’Idv si è scatenato l’inferno, perché molti rappresentanti sul territorio, presenti sia nei comuni che nelle Regioni e nelle Province, hanno inviato a Di Pietro una serie di lettere nelle quali si chiedeva la convocazione ad horas dell’Esecutivo Nazionale del partito, inizialmente previsto per il 20 settembre a Vasto.
Si tratta, insomma, di una vera e propria “ribellione dei quadri” dell’Idv alla nuova linea politica di stampo “grillino” del leader, nonché alle sue dichiarate mosse di coalizione in prospettiva elettorale. In alcune delle lettere, i rappresentanti territoriali del movimento chiedono a Di Pietro che sia trovato “un luogo in cui discutere insieme della linea politica del partito” evitando fughe in avanti che hanno, come unico risultato, quello di sfasciare, invece, l’Idv in mille pezzi. Dunque, potrebbe rivelarsi una battuta premonitrice quella lanciata solo l’altro giorno da Felice Belisario che, strattonando il Pd, aveva minacciato di far uscire gli uomini Idv dalle giunte se solo i vertici democratici non avessero dato a breve una risposta sull’alleanza elettorale. Ebbene, ora quella “uscita dalle giunte” potrebbe avvenire davvero, ma non certo per colpa dell’indecisione della segreteria del Nazareno.

Di Pietro, a quanto si apprende, prima di lanciare l’idea della “lista dei non allineati” aveva chiesto lumi sul da farsi al direttivo del partito che gli avrebbe risposto, in maggioranza, in modo positivo. Solo che un’altra parte ha risposto in modo nettamente contrario. E la lacerazione si è inevitabilmente consumata. Starà ora allo stesso Di Pietro la scelta se ricompattare il partito, nel segno di una linea più moderata, oppure lasciare che quelli che vedono nell’alleanza con il Pd l’unico sbocco elettorale possibile si allontanino definitivamente. E, comunque, sarà un momento lacerante per l’Italia dei Valori, un nuovo trauma dopo quello dei Razzi e degli Scilipoti.