La candidatura di Bruno Tabacci alle prossime primarie del centrosinistra parte da una doppia squalifica. “Grillo e Berlusconi sono due facce della stessa medaglia”, assicura l’assessore al Bilancio del Comune di Milano. “Declinazioni diverse dello stesso populismo”, continua, “che vanno contrastate nel segno delle riforme indicate dall’attuale governo”. Sì, perché secondo il parlamentare dell’Api “nel 2013 l’Italia avrà ancora bisogno di Mario Monti”. O almeno delle sue idee. Una certezza che deriva dalla dimensione europea delle sfide che secondo Tabacci attendono l’Italia. “Quella che chiamano rinuncia alla sovranità non è altro che l’acquisizione della sovranità europea”, spiega Tabacci, che si definisce un “euroconvinto”. Rigore dunque, “perché il Paese non può reggere un sommerso del trenta per cento”, ma soprattutto equità fiscale. E qui la linea la detta l’amministratore comunale: “Chi porta i figli a scuola col Porsche non può avere sconti sui servizi”, attacca, “in Italia ci sono troppi furbi”. Eccolo, dunque, il moderato che dopo Nichi Vendola e Matteo Renzi allunga la lista degli sfidanti di Pierluigi Bersani. “Ma guidare una coalizione non vuol dire entrare nel Pd”, mette in guardia l’assessore di Pisapia, che si dichiara già oltre il progetto dell’Api di Francesco Rutelli. E agli elettori di Centrosinistra propone di estendere proprio il “modello milanese”. “Pisapia ha tenuto insieme una giunta che è addirittura di sinistra-centro”, spiega. E il registro delle unioni civili? L’assessore approva, e si dice a favore di una legge nazionale. Ma niente vessilli, e sul tema difende la coerenza di Rosi Bindi: “La questione va affrontata senza sguainare la spada della discriminazione sessuale, evitando di trasformare le diversità in nuovi valori”. Insomma, democristiani sì, ma moderni. E per la coalizione che si candida a guidare, Tabacci non dimentica nessuno: “Spero che anche Vendola rimanga in partita”. di Franz Baraggino