Il differenziale di rendimento tra buoni del tesoro italiani e tedeschi continua a preoccupare. Nelle prime contrattazioni, lo spread tra Btp decennali e Bund equivalenti ha aperto a 501 punti. In mattinata è sceso a 477, mentre ieri ha chiuso a 482 punti base. Il rendimento del decennale è in ripiego al 5,98%. Il differenziale della Spagna è a 566 punti base col tasso sui Bonos al 6,88%.

Secondo Confindustria l’aumento del differenziale di 300 punti rispetto a quello giustificato dai fondamentali causa “perdite pari allo 0,9% del Pil e a 144mila posti di lavoro e maggiori oneri per interessi pari a 12,4 miliardi per il bilancio pubblico, 12,1 miliardi sui conti delle famiglie e 23,7 su quelli delle imprese”. Una nota del Centro studi dell’associazione evidenzia che “le perdite di prodotto e occupazione abbattono il potenziale di crescita futura, vanificando parte degli sforzi effettuati con le politiche di risanamento e di riforma strutturale e minando il consenso a favore di quelle stesse politiche di riforme e risanamento, che nell’immediato impongono inevitabili sacrifici al Paese”.

Avvio in cauto rialzo per Piazza Affari che, dopo i primi scambi, naviga in territorio positivo al pari delle altre principali borse europee e in scia alla chiusura di quelle asiatiche. Il Ftse Mib sale dello 0,18% e il Ftse All Share dello 0,12%. Sul listino principale si mettono in evidenza Prysmian (+2,13%), Ubi Banca (+2,07%) e i titoli del Lingotto Fiat Industrial (+1,39%) e Fiat (+1,42%). Scivola invece Telecom (-4,23%) dopo lo stop dell’Anatel alle vendite di nuovi piani tariffari a Tim Brasil in gran parte degli stati del Paese sudamericano. Male anche A2A (-0,94%), Pirelli (-0,77%) e Generali (-0,80%). Tra i bancari bene Bpm (+1,07%) e Banco Popolare (+1,16%) mentre scivola Mps (-0,53%).

Nel Vecchio Continente, Londra avanza dello 0,17%. A Milano il Ftse Mib segna +0,04%. Cresce dello 0,55% il Dax di Francoforte e dello 0,4% il Cac 40 di Parigi. Madrid guadagna lo 0,59%.