Passata la notte sono arrivati alcuni dettagli in più sull’attentato di ieri in Bulgaria, dove nei pressi dell’aeroporto di Burgas un bus con a bordo una comitiva di israeliani è saltato in aria e sette persone sono morte. Innanzitutto si sta chiarendo la dinamica dell’attacco:  il ministro bulgaro dell’Interno Tsvetan Tsvetanov ha dichiarato che con “tutta probabilità” è stato opera di un kamikaze, che aveva con sé una patente Usa “falsa, dello Stato del Michigan”. Nell’identikit si è parlato di un uomo magro, di carnagione chiara, con lunghi capelli biondi, sui 35 anni, che andava avanti e indietro nervosamente tenendo a spalla un grande zaino nero e una borsa da laptop. La descrizione è frutto delle immagini riprese da un video delle telecamere di sorveglianza che le autorità bulgare hanno diffuso.

Nel pomeriggio il Times of Israel svela l’identità del presunto attentatore. Si chiamerebbe Mehdi Ghezali e sarebbe un cittadino svedese, “già noto per essere un estremista islamico”. Nell’articolo si sottolinea che sia stato rinchiuso a Guantanamo tra il 2002 e il 2004, ma si specifica anche che l’informazione non è stata confermata da fonti ufficiali.  I servizi segreti di Stoccolma (Sapo) però negano che Ghezali, cittadino svedesi di origini algerine, fosse il kamikaze: “Disconosciamo questo nome”, ha dichiarato al quotidiano Expressen Claes Ohison, capo del controspionaggio, “aggiungendo di “non poter fornire ulteriori elementi”.

Il ministro della difesa israeliano, Ehud Barak ha puntato l’indice contro Hezbollah, il movimento sciita con base in Libano alleato di Siria e Iran: “Gli esecutori sono uomini di Hezbollah, che naturalmente hanno la continua sponsorizzazione iraniana”, ha detto alla radio israeliana. Mentre subito dopo l’esplosione il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha attribuito l’attacco a Teheran. Israele ha “informazioni solide” che dietro l’attentato in Bulgaria contro un bus di turisti israeliani ci siano l’Iran. Per il ministro degli Esteri israeliano invece “dietro l’attacco ci sono gli Hezbollah in stretta collaborazione con i Guardiani della Rivoluzione iraniani”.

Hezbollah ha negato ogni tipo di coinvolgimento nell’attentato di ieri a Burgas. Secondo l’agenzia d’informazione Dpa, Hezbollah ha bollato come “ridicole” le accuse rivolte subito dopo l’attentato dal ministro degli Esteri israeliano Lieberman.

Anche l’Iran si è dissociato, condannando con forza “ogni atto terroristico”. Lo ha detto il portavoce del ministro degli Esteri Ramin Mehmanparast: “La Repubblica islamica dell’Iran, la più grande vittima del terrorismo, ritiene che mettere in pericolo la vita di innocenti sia un atto inumano”. “L’Iran condanna tutti gli atti di terrorismo nel mondo”, ha aggiunto.

Sono stati rimpatriati invece una trentina di turisti israeliani rimasti feriti nell’attentato terroristico di ieri, unitamente ad altri sessanta compagni di viaggio, a bordo di un aereo ambulanza e di un altro velivolo messo a disposizione dal governo bulgaro. I feriti erano stati portati ieri all’ospedale di Burgas, e tre di essi in condizioni più gravi a Sofia. L’ultimo bilancio aggiornato dell’attentato fornito dal ministro dell’interno bulgaro Tsvetanov è complessivamente di sette morti e 32 feriti. Le vittime sono cinque cittadini israeliani, l’autista bulgaro dell’autobus preso di mira e il kamikaze.