Si chiama #OpPedoChat ed è il nuovo fronte di lotta digitale contro la pedo-pornografia condotto dal gruppo Anonymous. L’annuncio è stato dato attraverso il canale ufficiale di Youtube ed è stato accompagnato dalla promessa di rendere pubblici indirizzi Ip e e-mail legati a siti e forum incriminati. Nonostante alcuni dettagli la formula ha seguito il consueto copione: una breve sigla introduttiva con il saluto ai “cittadini del mondo” e la presentazione “Noi siamo Anonymous” a cui è seguito un breve comunicato condotto dall’ormai celebre maschera di Guy Fawkes. Il cospiratore che tentò di assassinare Re Giacomo I e tutti i membri del Parlamento inglese è diventato il simbolo del più celebre film “V per Vendetta” e logo del gruppo di hacker responsabile dei maggiori attacchi informatici degli ultimi anni. Dopo le operazioni contro i politici, il Vaticano, l’aiuto a Wikileakes e le numerose azioni più o meno dimostrative il gruppo si scaglia nuovamente contro la pedofilia, primo episodio nell’ottobre dello scorso anno con l’OpDarkNet in cui vennero oscurati numerosi blog e siti pedo-pornografici e pubblicati oltre 1500 nomi di persone coinvolte a vario titolo in quel mercato.  

Nel video dell’#OpPedoChat una voce tranquilla e a tratti quasi delirante spiega: “Recentemente è venuto alla nostra attenzione che c’è stata un’ondata di siti web dedicati ai pedofili per chat e condivisione di fotografie. Anonymous ha lo scopo di diminuire se non di eliminare questa piaga da internet. Per il bene dei nostri seguaci, per il bene dell’umanità, e per la nostra soddisfazione personale potremo espellere da internet e distruggere sistematicamente tutte queste piattaforme che continuano ad operare. Anonymous riconosce questo obiettivo come un impegno serio e non si aspetta che venga completato in tempi brevi. Fazioni di Anonymous provenienti da tutto il mondo sono coinvolte in sotto-operazioni, le informazioni sui pedofili vengono raccolte e diffuse. Anonymous ha il dovere di esporre questi siti pedofili per chi e per cosa realmente sono”.

E così è stato: a distanza di pochi minuti sono stati messi pubblicamente in rete indirizzi mail, nomi, cognomi, Ip delle connessioni di persone in qualche modo coinvolte in questi siti pedo-pornografici. La prima “vittima” illustre dell’operazione non si è fatta attendere e a distanza di poche ore un deputato belga del partito di estrema destra Vlaams Belang, è stato allontanato dal movimento per essere apparso in quell’elenco, pur sostenendo fin da subito la sua estraneità ai fatti.  L’operazione ha suscitato da subito grande ammirazione dai fedelissimi del gruppo e da gran parte dell’opinione pubblica, qualche critica è invece arrivata in merito al metodo utilizzato: facendo in questo modo potrebbero infatti essere coinvolti titolari di abbonamenti di connessione, enti o privati non direttamente coinvolti ma solo colpevoli di aver dato in uso le postazioni a potenziali e sconosciuti pedofili. Una situazione simile si era già infatti creata all’interno dell’Operation Ore condotta dalla polizia britannica in cui vennero arrestate oltre 3700 persone colpevoli di aver utilizzato la loro carta di credito per l’acquisto di materiale o per l’accesso a certe sezioni di siti web. In questo caso però non vennero effettuati controlli in merito alle carte di credito sequestrate che per la maggior parte risultarono essere state rubate o clonate dai reali utilizzatori.

A questa situazione si aggiungono alcuni dettagli sulla forma del messaggio: nonostante la formula ricalchi quella già utilizzata in precedenza e il video sia stato caricato sul canale ufficiale del gruppo, qualcosa non convince. Il gruppo, solitamente molto attento ai dettagli, sbaglia infatti a scrivere Anonymous all’inizio del video, mettendo al posto Anonyomous con una “o” di troppo. Inoltre i dati sensibili sono stati pubblicati su PasteBin, negli ultimi tempi accusato di censura proprio da Anonymous al punto che il gruppo ha fondato il sito alternativo AnonPaste. Il tutto farebbe quindi pensare ad un gruppo secondario, facente sempre parte del canale ufficiale, ma in qualche modo slegato, soprattutto nei modi e nei toni, da quello responsabile dei principali attacchi nella storia del gruppo.