Set blindato sugli Appennini tosco-emiliano per tutta l’estate 2011, I padroni di casa, opera seconda del livornese trapiantato a Bologna, Edoardo Gabbriellini, sarà in prima internazionale al Festival di Locarno dall’1 all’11 agosto.

La kermesse svizzera diretta da Olivier Père ha presentato ieri la line-up della prossima edizione e con relativa sorpresa tra i 19 titoli del concorso ecco il nuovo film di Gabbriellini. Infatti l’ex icona del virziniano Ovosodo e Baci e Abbracci aveva subito imparato la lezione cinematografica della vulgata dadaista dell’Italia che vende anche all’estero (Sorrentino, Garrone &c.) senza dimenticare venature di italianissima, ed amara, comicità.

La sua opera prima, B.B. e il Cormorano (2003) prodotta dalla Fandango di Domenico Procacci, e interpretata dallo stesso attore livornese con presenze di rilievo come Marco Giallini e Selen, era finita dritta alla Semaine de la Critique di Cannes, sezione parallela della gloriosa trafila per la Palma d’Oro.

Autentica sorpresa, man mano che le indiscrezioni sul film si sono fatte più frequenti e chiare, è invece il ruolo che nella pellicola avrà Gianni Morandi. Perché a fianco di rodati e consolidati volti del mainstream “impegnato” del recente cinema italiano come Valerio Mastandrea e Elio Germano, l’ex conduttore del festival di Sanremo, pare essere diventato il personaggio principale del film: tal Fausto Mieli, uomo maturo, indurito dalla vita da quando vive l’esperienza di una moglie rimasta sulla sedia a rotelle. Mieli ha lasciato le scene da dieci anni, si è rifugiato in un paese dell’Appennino e forse rimpiange di non poter più salire su un palco, tanto che a un certo punto convince il sindaco del paese a organizzare un concerto.

Giacca bianca e immancabile gambona sollevata a battere il tempo, Gianni Morandi risale sul palco de I padroni di casa. Un palco da esterno giorno, come dimostrano alcune foto rubate dai fan, probabile apice della nostalgica pellicola di Gabbriellini.

Morandi, 66 anni da Monghidoro (Bologna), era apparso per l’ultima volta al cinema nei panni di se stesso con Arbore in FF.SS… (1983) e con Monicelli in Panni sporchi (1999). Mentre tra il 1964 e il 1968 aveva raggiunto l’apice del successo cinematografico affidandosi al regista napoletano Ettore Maria Fizzarotti, re dei musicarelli, gli instant-movies legati fin dal titolo ad un successo del cantante di turno: In ginocchio da te (1964); Non son degno di te  (1964); Chimera (1968).

I padroni di casa è prodotto dalla factory di un altro enfant prodige del cinema italiano, amato in Gran Bretagna e da Tilda Swinton, Luca Guadagnino: si tratta di un gruppo di mecenati formato da Valentina Avenia, Marco Morabito, Massimiliano Violante.