Inutile provare ad affidarsi a un esperto di calcoli delle probabilità. I Gratta e vinci sono un gioco al buio: mentre si gratta la patina argentata, il primo premio potrebbero essere già stato vinto e non essere più in circolazione. Quindi niente calcoli quando si va dal tabaccaio, la vostra possibilità di vincere potrebbe già essere pari a zero prima di pagare il biglietto. A lanciare l’allarme è una docente di statistica dell’Università di Bologna, Paola Monari, esperta proprio di calcolo delle probabilità. “Siamo sicuri che i premi milionari siano in circolazione mentre giochiamo? La differenza tra i Gratta e vinci da una parte e il Lotto o il Superenalotto, tanto per citare due esempi, è che con questi ultimi tutti conoscono le possibilità che ci sono all’inizio della giocata”, spiega Monari. “Quelli sono giochi fatti con operazioni trasparenti. Si possono fare i conti con la probabilità”. Coi tagliandi da grattare invece no. “Il giocatore è completamente all’oscuro: non può verificare quali numeri siano già usciti”.

Chi assicura infatti che mentre stiamo comprando un biglietto, i pochissimi premi significativi non siano già stati vinti? Lotterie nazionali, il consorzio che ha come azionista di maggioranza Lottomatica e che dai Monopoli di Stato (Aams) ha in concessione tutto il sistema dei Gratta e vinci, spiega al Fatto Quotidiano che comunicare l’uscita dei premi grossi non sarebbe per niente facile, vista la natura del gioco. “Inviamo mensilmente ai circa 65 mila punti vendita una locandina riepilogativa dei premi massimi distribuiti dalle principali lotterie in vendita, da poter esporre a beneficio della clientela”. Si potrebbe obiettare, a vedere quella locandina, che è un po’ generica e non dice quanti primi premi siano rimasti in ballo per ogni determinato tipo di biglietto. Ma Lotterie nazionali ribatte: “Per qualunque categoria di premio (…) non è possibile in un dato istante sapere quale sia il numero esatto di premi già usciti e di quelli ancora in circolazione. Vanno infatti considerati alcuni fattori caratteristici del gioco quali: l’enorme quantità di biglietti presente contemporaneamente presso gli oltre 65 mila punti vendita in Italia; il tempo intercorrente tra l’acquisto di un biglietto da parte del giocatore e il reclamo dell’eventuale vincita; le ristampe che vengono effettuate per ciascuna lotteria in base all’andamento delle vendite, con il conseguente inserimento sul mercato di nuovi premi in proporzione a quelli previsti nel lotto iniziale”.

“Certo, non è detto che la pubblicizzazione delle vincite attragga l’attenzione di un giocatore incallito”, ammette la stessa professoressa Monari che poi però precisa la sua opinione da esperta di statistica. “Rimane il fatto che è un sistema non del tutto trasparente. Anche se Lottomatica è una società garantita dallo Stato e al di sopra di ogni sospetto, è impossibile dare una informazione precisa della dinamica del gioco, sia per le dimensioni del sistema sia per la quantità dei biglietti in circolazione”.

Il tagliandino da grattare è ormai diventato il gioco d’azzardo delle famiglie: pensionati, operai, studenti. Ha l’apparenza innocua e non dà all’occhio come una giocata alla slot machine o un pomeriggio passato nelle sale scommesse. Il Gratta e vinci è ormai un’industria che macina utili via via maggiori. Dal 1 gennaio al 30 giugno 2012 il fortunato ticket ha distribuito complessivamente vincite per oltre 3,5 miliardi di euro, nel 2011 per oltre 7,3 miliardi di euro in tutta Italia, mentre la raccolta è stata pari a 10,2 miliardi. Nel 2010 i biglietti vincenti venduti in Italia sono stati oltre 602 milioni e hanno distribuito vincite complessive per 6,4 miliardi di euro, con un pay-out medio (percentuale della raccolta distribuita in montepremi) del 71%. Al momento sono attivi 28 diversi tipi di Gratta e vinci, di cui sette istituiti da gennaio a oggi. Cominciamo bene, Mega Turista per Sempre, Magico Tesoro, Mi sento fortunato, Assopigliattutto, Un mare d’oro, Sudoku, sono i nomi degli ultimi arrivati.

Eppure basta leggere alcuni dati per capire che dietro questa apparente ricchezza distribuita, ad arricchirsi non sono i giocatori, se non in pochi casi, pochissimi, poche centinaia su decine di milioni di italiani. Un esempio? Prendiamo proprio Sudoku, il biglietto Gratta e vinci appena varato il 14 giugno dall’Aams. Il numero dei biglietti è stabilito in partenza. La probabilità di vincita (ma solo in partenza) del primo premio è 1 su 6 milioni. Secondo il decreto firmato da Antonio Tagliaferri, direttore dell’Aams (sul cui sito sono pubblici i decreti per ogni nuovo Gratta e vinci), verranno distribuiti 30 milioni di biglietti (11 milioni dei quali con un premio) a 3 euro l’uno. 90 milioni di euro la raccolta prevista e di questi 60 milioni andranno in premi.

È tuttavia la suddivisione degli 11 milioni di tagliandi vincenti a far capire che è meglio abbandonare facili illusioni. Su 30 milioni di biglietti solo 5 contengono infatti la combinazione per la vincita massima di 500 mila euro. Appena 15 biglietti regalano 20 mila euro. Per vincere 1.000 euro, in palio ci sono 250 tagliandi. Il grosso dei biglietti (cioè 10 milioni e 700 mila) è un premio insignificante da 10 euro in giù. Oltre 4 milioni di questi biglietti, cioè quasi la metà di tutti i premi, valgono 3 euro. Cioè il costo del Gratta e vinci. Giusto la quota, verrebbe da pensare in maniera maliziosa, per comprare un altro “grattino”.

I giocatori rimangono l’anello debole. “Circa il 3% di chi acquista abitualmente una scheda della lotteria o si siede davanti a una slot machine rischia di sviluppare un attaccamento patologico al gioco. Può diventarne schiavo”, spiega in un comunicato Manuela Colombari, presidente dell’ordine degli psicologi dell’Emilia Romagna. Nel comune di Cesena, tanto per citare la cronaca recente, nel giro di pochi anni il Servizio tossicodipendenze dell’Ausl ha visto più che triplicare il numero di persone seguite per problemi correlati a patologie da gioco: nel 2008 erano 13, nel 2011 sono state 33, nel primo semestre del 2012 sono già una quarantina.

Ma sembrano allarmi lanciati al vento. Solo i Gratta e vinci per lo Stato significano 2-3 miliardi l’anno. Quasi una mezza finanziaria. E poi ci sono slot machine, lotto, bingo, scommesse e tutto il settore dell’online. Un giro d’affari annuo di 76 miliardi l’anno, cioè la terza industria italiana.