La moglie dell’ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, Giovanna Petricone, è stata scarcerata su decisione del giudice per le indagini preliminari di Roma. La donna si trovava agli arresti domiciliari dallo scorso 3 maggio con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita. Alla revoca della custodia cautelare non si era opposto il pubblico ministero Stefano Pesci, accettando le argomentazioni degli avvocati Luca Petrucci e Roberto Archidiacono che assistono la Petricone. Il 31 maggio il Riesame aveva invece respinto la revoca degli arresti alla donna rilevando che il buco nei conti era di circa 50 milioni di euro. 

“Rilevato che all’esito dell’interrogatorio di garanzia Giovanna Petricone ha potuto documentare, con l’indispensabile ausilio dei suoi difensori, di essere gravata da consistenti carichi famigliari, di certo divenuti ancor più ragguardevoli con l’arresto del marito; di avere la necessità di assistenza psicologica e medica; di continuativa vicinanza con finalità di supporto di una sua sorella trasferita all’uopo dal Canada nel territorio nazionale e presso l’abitazione dell’indagata – argomenta il giudice Simonetta D’Alessandro si legge – … considerato che entrambi i passaporti della Petricone (gode di duplice nazionalità) sono depositati nell’ufficio del pubblico ministero con implicita dimostrazione della volontà della Petricone di non allontanarsi dall’Italia; rilevata da condizioni di incensuratezza che legittimirebbe riti alternativi, con esiti idonei ad incidere, ove venisse affermata la penale responsabilità che pervalessero giustificatamente variazioni indugenziali, sul quantum di pena in ragione di contegni che la Petricone ha già tenuto, e potrà ancora eventualmente tenere nel corso dell’indagine tuttora in atto, così da legittimare scelte premiali, per questi motivi la richiesta di revoca di custodia cautelare è stata accolta”. Per gli avvocati Luca Petrucci e Roberto Archidiacono: “Comincia a chiarirsi la vicenda e il quadro probatorio, tanto che il giudice ha ritenuto legittima nei confronti della nostra assistita la scelta di riti alternativi”. Luigi Lusi invece è in carcere dal 20 giugno scorso quando l’Aula del Senato votò sì al suo arresto.