“Quando mi dissero che andavamo ad una festa ad Arcore non mi aspettavo nulla… non sapevo neanche che Silvio Berlusconi fosse il proprietario di Mediaset e che in qualche modo Emilio Fede fosse un suo dipendente”. Nuovo interrogatorio nell’aula del processo Ruby bis contro la consigliera lombarda Nicole Minetti, l’ex agente dei vip Lele Mora (in carcere per bancarotta, ndr) e l’ex direttore del Tg Emilio Fede, per Chiara Danese, una delle due ex miss piemontesi che si sono costituite parte civile nel procedimento.

Tra tanti non ricordo, la ragazza ha ricordato altri particolari dell’unica serata in cui è stata ospite a Villa San Martino ad Arcore, il 22 agosto 2010. In particolare “Non ho mai pensato, e non l’ho pensato allora, che un politico potesse avere a che fare con il mondo dello spettacolo, quindi potesse essermi di aiuto”. Quanto ad Emilio Fede “dopo quella sera non l’ho mai visto né sentito”, ha dichiarato la ragazza. “Durante il concorso di Miss Italia, nel settembre, Daniele Salemi (agente, ndr) mi ha detto più volte di telefonare a Fede se volevo lavorare nel mondo dello spettacolo. Ma io non l’ho mai fatto perchè, dopo quella serata, ho capito che con quel mondo non c’entravo nulla”.

Nel corso di un non meglio “interrogatorio” di Ruby avvenuto a Milano nell’ottobre 2010 con dei legali, Lele Mora, Luca Risso, attuale compagno di Karima El Marough la marocchina ospite delle serate ad tasso erotico di Arcore quando era minorenne, mandò una serie di sms all’ora fidanzata, Serena Facchineri, scrivendole che si trovava in mezzo ad un “interrogatorio allucinante”… che “siamo solo a gennaio 2010 e in mezzo ci sono pezzi da 90”. Soprattutto, aveva scritto sempre Luca Risso, “siamo alle scene hard”. Oggi la teste spiega quei messaggi con presunti rapporti tra Ruby e Silvio Berlusconi. In particolare, alla domanda del pm a chi si riferisse Risso quando parlava di scene hard, la teste ha risposto secca: “si riferiva a Silvio Berlusconi con Ruby… era quello che stava sentendo in quel momento”. E ancora: a chi si riferiva Risso, chiede ancora l’accusa, quando parla di “emissario di Lui”? Pronta la risposta: “a Silvio Berlusconi”. Nei messaggi, però, il nome dell’ex premier non viene fatto, ma il punto è, spiega la teste, “che Ruby raccontava in giro un sacco di cose, che frequentava Silvio Berlusconi e che lui l’aiutava”. Di certo a lei la giovane marocchina non ha mai riferito di aver avuto rapporti sessuali con Berlusconi “ma questo l’ho inteso io”. Allo stesso modo, proprio in base ai racconti di Ruby “‘Lui per tutti era Silvio Berlusconi”. In ogni caso “Luca Risso non mi ha mai raccontato niente di quella serata”. Affermazione che all’accusa, come al presidente del collegio, suona strana per il tenore delle risposte che la teste, quella notte, inviava all’allora fidanzato. Non una domanda, né una richiesta di spiegazioni, solo “ricordati il grano”. Frase che oggi Serena Facchineri spiega dicendo che si riferiva all’incasso di alcuni locali che Risso teneva in auto. L’interrogatorio di Ruby, quella sera, per la teste fu fatto “evidentemente per proteggere Silvio Berlusconi”.

Intanto un’istanza di legittimo impedimento, perché impegnata nei lavori di approvazione del bilancio regionale, è stata presentata da Nicole Minetti per lunedì prossimo, giorno in cui la ex show girl è stata convocata in aula al processo sul caso Ruby a carico di Silvio Berlusconi per essere interrogata. Sempre per quel giorno era stato fissato l’interrogatorio di Lele Mora ma il talent scout, in carcere da oltre un anno, con una lettera inviata al presidente del collegio, Giulia Turri, ha fatto sapere che intende avvalersi della facoltà di non rispondere e quindi non sarà presente in Tribunale. Sull’istanza di Minetti l’ultima parola spettarà ai giudici che dovranno decidere se accogliere o meno il legittimo impedimento e quindi rinviare la data del suo interrogatorio.