Due femmine con la bocca modellata dal rossetto, i capelli raccolti, sorridono leziose e radiose all’obiettivo del fotografo. Età apparente: otto anni.

Poche pagine dopo altre due, mini bianca sciarpone lungi capelli biondi, fronte contro fronte, si confidano qualcosa di intimo, una annoiata e l’altra ammiccante: età apparente cinque anni. Poche pagine ancora ed ecco Chic Monna Lisa: un fiocco sui capelli e un fiore sul petto, una lucida bocca chiusa in un broncio sensuale, lunghe ciglia annerite dal mascara a velare uno sguardo intrigante e abilmente malinconico. Età apparente: nove anni.

D’accordo, c’è Pitti Bimbo, e l’industria è in crisi. Ma non esiste, per far vendere magliette e gonnelline, un’immagine di bambina che non sia la riedizione baby del pervasivo modello di adulta adescatrice? Non si potrebbe, per esempio, vederla mentre fa i compiti e non mentre prova a farsi stuprare dal fotografo? Pensate che una mamma, anche abbiente e con ambizione di eleganza proiettiva, non investirebbe qualche centinaio di euro in un pull over indossato da una bambina vera e non da una escort-nana, da una top model prepubere, precocemente seduttiva? Io credo che lo farebbe, anche se a sei un anni un capetto esclusivo lo porti per sei mesi e poi ti diventa corto. No, quella immagine , non è necessaria.

È pigrizia mentale, riciclare il format velina anche per i grembiulini dell’asilo. Sto alzando un polverone sul nulla? D’accordo, però allora smettiamo di arrestare chiunque sia in possesso di materiale pedopornografico. Non gridiamo di orrore quando qualche adulto incontinente abusa di una creatura immatura. Queste immagini, pubblicate da un quotidiano nazionale molto serio, sono specchietti per pedofili. Roba rischiosa.

Il Fatto Quotidiano, 29 Giugno 2012