La figura che fa più discutere è quella del “responsabile dell’informazione multimediale”. L’ha inventata il Governatore Pdl della Campania Stefano Caldoro nel decreto fresco di pubblicazione con cui ha istituito “l’ufficio stampa della giunta regionale”: un capo ufficio stampa, un portavoce e un capo dell’informazione sul web, che Caldoro nominerà intuitu personae anche tra personale esterno all’amministrazione regionale.

I tre guideranno un ufficio di otto dipendenti adibiti a mansioni giornalistiche e iscritti all’albo. Persone interne all’organico della Regione. Il decreto altro non sarebbe – assicurano dall’entourage del Governatore – che l’applicazione della 150/2000, peraltro citata nel provvedimento. E’ la mitologica legge sulla comunicazione istituzionale negli enti pubblici che finora in Campania quasi nessuno ha messo in pratica e che vedrebbe così la giunta Caldoro all’avanguardia. Legge che però parla di portavoce e addetti stampa, e nulla dice sui “responsabili dell’informazione multimediale”. Comprensibile: fu scritta prima del boom di Internet.

E’ tutto nero su bianco su un numero del bollettino ufficiale della Regione Campania e così piovono le polemiche. Alimentate dal gruppo consiliare del Pd, che accusa Caldoro di essere pronto a utilizzare fondi pubblici per promuovere amici e sodali del Nuovo Psi, partito di cui il Governatore è il presidente nazionale, e di essere ossessionato dal culto della propria immagine. Critiche che piovono a distanza di poche settimane dal finanziamento di 3 milioni di euro con cui è stato rivitalizzato il sito della Regione Campania, e dalle indiscrezioni che indicano Caldoro tra i candidati alle ipotetiche primarie del Pdl, per difendere le ragioni del Sud all’interno di un partito che ha sostenuto alcuni dei governi più antimeridionalisti della storia.

Dagli ambienti vicini al Governatore si respinge tutto al mittente. Fornendo qualche spiegazione e due conti: l’ufficio – affermano – nasce per regolamentare e regolarizzare situazioni di fatto in corso da tempo (Caldoro ha già un portavoce e persone di fiducia che gli curano i rapporti coi mass media), e per applicare la 150/2000 a chi svolge lavoro giornalistico senza godere delle relative tutele contrattuali e previdenziali, ed infatti l’operazione è benedetta da Ordine e Assostampa; finora il personale adibito a ufficio stampa era composto da 16 unità, e verrà ridotto della metà; i contratti esterni in materia di comunicazione della giunta regionale precedente, guidata dal Pd Antonio Bassolino, erano cinque e ora diminuiranno a due (il capo ufficio stampa sarà un interno). Ed infine, sarebbe tutto all’insegna del risparmio: i collaboratori di Caldoro giurano che la somma delle retribuzioni delle tre figure leader dell’ufficio stampa raggiungerà a stento lo stipendio attribuito negli anni scorsi al solo portavoce di Bassolino.