La diretta della serata in sms. Il concertone per l’Emilia potrebbe passare alla storia per i nomi che l’ideatore, Beppe Carletti, aiutato da Francesco Guccini, è riuscito a mettere insieme. Carletti ricorda che nessuno ha detto ci penso, ma tutti hanno risposto ci sarò, senza se e senza ma. E soprattutto senza compenso. A sorpresa sul palco arriva Raffaella Carrà. Quando il conduttore, Fabrizio Frizzi, scelto dalla Rai, l’unico non emiliano della serata, nomina il Papa, domani in visita a Rovereto di Novi, Modena, e il presidente Giorgio Napolitano, dallo Stadio Dall’Ara si alzano fischi assordanti. 

21.20: apre Zucchero. E’ trionfo.

21.30: Sale sul palco Guccini, con lui la sua band storica, Mingotti, Bandini, Biondini, Marangolo. Una struggente versione del Vecchio e il bambino. Da brividi. E’ in grande spolvero il maestrone, in forma come non lo era da tempo. Poi lo raggiunge sul palco Caterina Caselli. Manca da 42 anni, purtroppo si sente.

21.40: Caterina Caselli canta una canzone di Paolo Conte che lei stessa portò al successo molti lustri fa, Insieme a te non ci sto più. Non trova la tonalità, è emozionata come una bambina alle prime armi.

21.45: Luciano Ligabue è presentato da Francesco Guccini. Le riprese tv mostrano un Dall’Ara stracolmo. 40.000 biglietti venduti, un milione di euro raccolti.

21.52: Il pubblico con Ligabue ha feeling particolare, impazziscono quando sale sul palco: Un giorno di dolore e Il meglio deve ancora venire.

21.55: Beppe Carletti. “Nessuno mi ha detto ci penso, ma tutti: io ci sarò”.

21.57: A sorpresa sul palco Raffaella Carrà. Padre emiliano e madre romagnola. Accorato appello al governo: “Alleviate la burocrazia e mettete in atto tutti i piani che avete pensato”. Poi canta Rumore. Inizia con le lacrime agli occhi. Il tempo non sembra passato. Canta e balla come una ragazza.

22.05: Frizzi, il conduttore della serata, ricorda la visita di Napolitano e quella di domani del Papa. Lo stadio fischia.

22.08: Nomadi col nuovo cantante. Non entusiasma. Neppure con Io vagabondo, nonostante il pubblico dimostri di amare questa canzone come una bandiera.

22.16: Alessandro Bergonzoni legge la sua lettera all’Emilia. Faremo l’impossibile, te lo promettiamo. Bergonzoni fa riferimento agli scavi e alle trivellazioni a Rivara. “Per tutti quelli che credono che non abbia nessuna conseguenza”.

22.24: Tocca agli Stadio e Gaetano Cureri. 35 anni di carriera non sono uno scherzo. Anche se davanti a tanta gente così l’ultima volta era Banana Republic e non erano ancora nati. Si sarebbero formati dopo quel fortunato tour accompagnando Dalla, De Gregori e Ron.

22.30: Con gli Stadio entra Gianni Morandi. Chiedi chi erano i Beatles. 

22.37: Arriva l’attesissimo omaggio a Lucio Dalla. Piazza Grande, cantano Morandi e gli Stadio. Morandi dice: la cantiamo in tre.

22.39: La tribuna del Dall’Ara piange a dirotto. La ferita per la perdita di Lucio non si è rimarginata. Manca a tutti, soprattutto ai bolognesi.

22.43: Collegamento da Cracovia: Amedeo Goria fa vedere la t shirt firmata da Alino Diamanti, avanti Emilia. E’ il saluto degli azzurri. 

22.50: Nek: “Ricostruiremo meglio di prima”.

23.01: Al piano Samuele Bersani con Giudizi universali, altro talento scoperto da Lucio Dalla. Prodotto della Bologna che canta e scrive. E la seconda canzone, quella che gli ha dato i primi successi, Chicco e Spillo, la dedica a Lucio. Guardando il cielo.

23.12: Sul palco Vasco Errani: “Gli emiliani sono laboriosi e dignitosi, vogliamo ricostruire i nostri centri storici, chiese e scuole. Non faremo i paesi 2 e 3”. 

23.15: 1 milione e 97 mila euro l’Incasso. Sms 750.000 euro.

 23.20: Paolo Belli trascina lo stadio in uno spericolato swing. Poi parla di Carpi, la sua città, dove ancora vivono in tensa, ma per la paura. “Non riusciamo a uscirne. 1500 scosse di terremoto, non ne possiamo più”. Poi un inedito cantato coi ragazzi delle zone colpite dal terremoto. Noi cantiamo ancora.

 23.43: Il bolognesissimo Luca Carboni

23.48: Due milioni di euro raccolti tra i biglietti venduti e gli sms arrivati da casa durante il concerto.

23.50: Arriva Cesare Cremonini, nuova generazione della Bologna musicale che tanto nuova ormai non è più. Lui e il piano. “La stella più brillante del cielo deve continuare a brillare”: e inizia con Caro Lucio ti scrivo, commovente. Poi entra la prepotenza vocale di Laura Pausini. Lei, anche lei, ha le lacrime agli occhi. Grande duetto.

00.03: Frizzi cita Quel gran pezzo dell’Emilia, libro di un altro grande andato via troppo presto: Edmondo Berselli.

00.05: Non poteva mancare un altro ragazzaggio di Bologna: Andrea Mingardi. A sorpresa fa un pezzo dei Beatles, memorabile come lo fu l’interpretazione di Joe Cocker a Woodstok, roba della preistoria del rock da dove tutto ebbe inizio, With a little help from my friends. 

00.20: Andrea Griminelli al flauto. Verso gran finale. 

00.34: chiudono i Modena City Ramblers con Cisco. 

00.45: il finale affidato ai Nomadi. Cantano un loro vecchio cavallo di battaglia, un inno alla vita firmato Francesco Guccini: Dio è morto. La sigla finale scelta dalla Rai è il duetto Pausini-Cremonini, L’anno che verrà. La serata vuol dire due milioni di euro per i terremotati. E’ stata una piccola Woodstock  di solidarietà. Tutta emiliano romagnola.