Le sta provando tutte Modena per riesumare il mito Ferrari, quel Drake che alberga nei cuori di tutti i tifosi di Formula 1 e appassionati di auto in genere. Ora ci riprova con il museo casa natale Enzo Ferrari di Modena, nel quale si è voluto “riproporre” lo storico ufficio del padre della Rossa, il quale tuttavia fu a Maranello, dove attualmente vi è lo stabilimento produttivo.

Si ha come l’impressione di snaturare una collocazione che è ovvia e geograficamente immodificabile. Ferrari fa rima con Maranello, ma l’amministrazione locale della città vuole a tutti costi traslare di qualche chilometro più in là i cimeli legati alla casa automobilistica. All’interno del museo di Via Piave, a pochi passi dal centro storico di Modena, infatti, è stato ricostruito l’ufficio del Drake presso lo stabilimento di Maranello, con annesso mobilio originale.

La ricostruzione è un lodevole tentativo di attirare gente, cavalcando  l’onda di quelle intenzioni a più riprese manifestate con il progetto museale, ovvero quello di rinvigorire il cosiddetto marketing territoriale, ma è anche vero che sembra essere una sorta di usurpazione da una parte e di duplicazione dall’altra se pensiamo che un museo Ferrari è già presente in quel di Maranello.

É lo stesso figlio del Drake, Piero Ferrari, a raccontare quanto in quella stanza di Maranello è accaduto: le riunione che si tenevano ogni lunedì dopo i gran premi, dove si riunivano i più grandi nomi del motori e dello sport italiano. Peccato che quei famosi personaggi, che si sono seduti sulle celeberrime poltroncine di pelle marrone, siano gravitati intorno a Maranello e non a Modena. È nelle mura maranellesi che si conversano i ricordi della Ferrari che fu.

Insomma l’ufficio che sarà riproposto a Modena, non sarà quello vero. Che l’ufficio del Drake possa risollevare le sorti di un progetto su cui tutta la città ha investito? Ne sono convinti tutti: dall’amministrazione, a Pietro Ferrari, passando per lo storico ingegnere Ferrari, Mauro Forghieri. Ad oggi sembra piuttosto un tentativo di utilizzare un impianto museale che ad oggi, a mesi dalla sua inaugurazione, non sembra brillare quanto a visitatori, benché la struttura si presenti di grande impatto visivo.