Ancora episodi di razzismo a Euro 2012. Una manifestazione che, tra disordini, intolleranze e violenza, rischia di passare alla storia più per i problemi di ordine pubblico fuori dal campo che per le partite disputate sul rettangolo verde. Questa volta vittima di beceri cori razzisti è stato Balotelli, già preso di mira nei giorni scorsi dalle deliranti invettive del sito neonazista Stormfront. La Uefa ha diffuso ieri sera un comunicato stampa in cui ha annunciato che sta investigando su presunti “buh” razzisti e versi da scimmia che i tifosi spagnoli gli hanno indirizzato domenica pomeriggio, nel match inaugurale del gruppo C tra Italia e Spagna. “A seguito di nuove informazioni indipendenti, l’Uefa sta svolgendo maggiori approfondimenti – è scritto nel comunicato – Non ci sono, comunque, procedimenti disciplinari aperti in questo momento”.

Eppure fin da lunedì il quotidiano inglese Daily Mirror aveva sottolineato l’episodio, raccontando di “almeno 300 tifosi” che prendevano di mira l’attaccante ogniqualvolta toccava palla. E portando inoltre diverse testimonianze a supporto. Come quella del fotografo freelance Chris Brunskill, che ha raccontato: “Ero seduto dietro la porta dove stazionavano i tifosi spagnoli, che ridevano e facevano il verso della scimmia ogni volta che Balotelli si avvicinava al pallone (…) I più attivi erano due tipi mascherati come Nadal, ma tutti li seguivano (…) E la cosa degenerava ogni volta che Balotelli litigava con qualcuno o aveva un problema, come quando è stato ammonito”.

O come quella di Michael Steele, fotografo dell’agenzia Getty Images, che ha detto: “E’ stato disgustoso, sono sicuro che Balotelli si è accorto di tutto perché giostrava abbastanza vicino al settore da cui provenivano i versi da scimmia, specialmente al momento dell’ammonizione”. E del suo collega Yiannis Kourtoglou, che ha aggiunto: “E’ ovvio che lo abbiano fatto per farlo innervosire, e bisogna dire che hanno raggiunto il loro scopo”. Ululati e versi che hanno sentito tutti quindi, tranne gli addetti alla sicurezza dello stadio e i responsabili dell’Uefa.

“Almeno adesso sappiamo cosa aspettarci”, aveva infatti annunciato profeticamente il tecnico olandese Van Marwijk dopo che un gruppo di tifosi del Wisla ha fischiato i giocatori di colore olandesi durante un allenamento a porte aperte giovedì a Cracovia. “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”, aveva aggiunto il capitano degli orange Van Bommel. Oggetto della loro rabbia la Uefa, totalmente inerte dopo che Platini aveva dichiarato in più di un’occasione la tolleranza zero nei confronti del razzismo. Spiegando che l’arbitro avrebbe interrotto la partita in caso di cori ingiuriosi, e che le nazionali i cui tifosi si sarebbero resi colpevoli di atteggiamenti intolleranti sarebbero state penalizzate. E invece nulla.

Giovedì i cori durante l’allenamento olandese. Venerdì gli ululati contro il ceco di origini etiopi Gebre Selassie nella partita contro la Russia. Domenica quelli contro Balotelli da parte dei tifosi spagnoli. E la Uefa che, in un Europeo che tra violenza e razzismo sta degenerando ogni giorno di più, si limita ad aprire indagini con colpevole ritardo o a mettere comunicati in cui deplora il razzismo. Tanto che si è indignato pure Mino Raiola, il procuratore di Balotelli, che ieri al Daily Mail ha detto: “Mi sarei aspettato una reazione differente dell’Uefa. Non credo che fino a questo momento Platini abbia fatto qualcosa per migliorare la situazione dei giocatori oggetto di razzismo”. E se la Uefa deve farsi dare lezioni di educazione civica da Raiola, vuol dire che non sta mesa troppo bene.