Questa volta a cadere sulle vacanze non è stato Roberto Formigoni, salvato dal consiglio regionale lombardo. Ma Luca Gaffuri, capogruppo del Pd al Pirellone, uno di quelli che hanno firmato la mozione di sfiducia per mandare a casa il governatore. Solo che a casa, proprio nel giorno in cui in Aula si votava quella mozione, ci è rimasto Gaffuri stesso. O meglio, non è tornato dalla Grecia, almeno questa la voce che circolava alla buvette.

A farlo notare per primo è stato il capogruppo della Lega Stefano Galli che, nel suo discorso di appoggio a Formigoni, ha ironizzato sull’assenza di chi, la sfiducia, l’ha presentata insieme a Sel e Idv. “Gaffuri – ha detto Galli – invece di essere presente in Aula, si è recato a godersi il meritato riposo. Forse era stremato dalla stesura della mozione di oggi”. La presa di posizione di Galli a favore della giunta ha reso scontato fin da subito il risultato del voto e, grazie ai numeri di Pdl e Lega, la sfiducia a Formigoni è stata in effetti bocciata. E così le ferie di Gaffuri, vere o presunte, hanno scalzato dai trend topic della mattinata quelle che erano le ragioni per dare il ben servito a Formigoni. Come le sue vacanze di gruppo. E gli scontrini mai presentati dal presidente della Lombardia per dimostrare che i soggiorni super lusso ai Caraibi se li è pagati da solo, senza contare sulla generosità dell’amico Pierangelo Daccò, lobbista impegnato in Regione a raccogliere i fondi della sanità per il San Raffaele e la Maugeri.

Critiche a Gaffuri sono arrivate anche dai suoi alleati dell’opposizione. “Trovo fuori luogo che non ci sia proprio oggi – commenta il consigliere di Sel Giulio Cavalli -. Ma ancora di più mi preoccupano i contenuti politici tiepidi nei confronti di Formigoni espressi in alcuni interventi dal Pd”. Dal canto suo Gaffuri non ci sta e dal ritiro greco manda una nota in cui parla di “polemiche pretestuose sollevate dalla maggioranza” e si giustifica: “Avevo avvisato per tempo che in questi giorni sarei stato assente. Nessuno, del resto, può dubitare del mio impegno per indurre Formigoni alle dimissioni e rinnovare l’amministrazione in Lombardia. Il resto è fumo negli occhi”. Su Twitter non si contano i messaggi ironici contro Gaffuri, ma anche quelli che ne chiedono le dimissioni.

Alla riunione dei capigruppo il Partito democratico aveva chiesto che la mozione di sfiducia venisse discussa settimana prossima. Ma così non è stato e Gaffuri non ce l’ha fatta a essere in Aula. Eppure i momenti di pausa al Pirellone non si può certo dire manchino. L’ultima seduta del consiglio regionale, tanto per fare un esempio, è stata il 22 maggio, visto che settimana scorsa non ne è stata messa in agenda nessuna. Ed è solo di un mese e mezzo fa la polemica per il maxi ponte di venti giorni che i consiglieri lombardi si sono presi, tra festa della Liberazione e primo maggio.

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