Un posto fortunato dove scommettere, troppo fortunato. Nella tabaccheria abilitata alle scommesse sportive di via Garibaldi a Parma, quella gestita da Massimo Alfieri, l’amico di Buffon, e oggetto venerdì scorso delle perquisizioni della Guardia di Finanza, si scommette ‘troppo facile’. Dai primi risultati delle perquisizioni sembrerebbe infatti che una media di otto cedole su dieci, l’80 per cento delle giocate, risulterebbero vincenti. La tabaccheria era divenuta oggetto di indagine dopo che il pool antiriciclaggio della Procura di Torino aveva aperto un’inchiesta su un movimento di assegni – 14, di importo compreso tra i 50mila e i 200mila euro, per un totale di 1.585.000 euro – che tra il gennaio e il settembre 2010 il portiere della Juve e della nazionale ha versato sul conto di Massimo Alfieri.

L’ipotesi investigativa della Gdf era che Buffon – che non risulta indagato né a Torino né tantomeno a Cremona – quel milione e mezzo avrebbe potuto scommetterlo (e qui per la Giustizia Sportiva è interessante capire se le eventuali scommesse sono state effettuate su partite di calcio, che è vietato per i tesserati). Le perquisizioni di venerdì effettuate nei locali della tabaccheria e nell’abitazione di Alfieri, un provvedimento è firmato dal pm di Torino Cesare Parodi e controfirmato dal procuratore capo Giancarlo Caselli, sarebbero però il frutto di un monitoraggio del locale che durava da diversi mesi.

E dalle perquisizioni, dove è stato raccolto materiale relativo agli ultimi tre anni e non solo ai nove mesi degli assegni di Buffon, è emerso lo sconcertante fatto che 8 scommesse su 10 risultano essere vincenti. Qualcosa non quadra. E a essere iscritto sul registro degli indagati dalla Procura di Torino è diventato quindi il titolare della tabaccheria ricevitoria Massimo Alfieri, appena rientrato dalla sua vacanza a New York. L’ipotesi investigativa a questo punto è che la ricevitoria sia l’ennesimo collettore di denaro per il calcioscommesse, il punto di approdo di una serie di scommesse ‘sicure’ su partite combinate in precedenza. Un po’ come la ricevitoria di Pescara gestita da Massimo Erodiani, grande protagonista della prima fase del calcioscommesse, giusto un anno fa. Si ricomincia. 

LE INDAGINI A CREMONA
E venne il giorno di Antonio Conte, il tecnico della Juventus che è stato inguaiato dalle parole del suo ex giocatore Carobbio per aver partecipato a presunte combine ai tempi del Siena. Iscritto nel registro degli indagati per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva il 3 maggio (lo stesso giorno dei nazionali Bonucci e Criscito), Conte non è mai stato sentito dai pm di Cremona che anzi, a seguito delle polemiche seguite alla notizia, avevano detto di non essere interessati ad un suo interrogatorio. Oggi a Cremona si sono però presentati i suoi legali per un incontro con il pm Di Martino. “C’è un grande rispetto per il lavoro della Procura e una grande sintonia”, ha detto il suo legale Antonio De Renzis al termine dell’incontro, prima di escludere che a breve ci possa essere la convocazione del suo assistito.

Diventa sempre più difficile, intanto, la posizione del Grosseto. Nell’interrogatorio di garanzia di ieri davanti al Gip Guido Salvini, il brasiliano Joelson (con il Grosseto nella stagione 2009-10) sarebbe stato ben più che collaborativo. Riferendosi alla partita ‘attenzionata’ Ancona-Grosseto 1-1, l’attaccante avrebbe spiegato: “Il d.s. Iaconi mi disse che dovevamo vincere ad Ancona ed era utile per questo motivo andare a parlare con Da Costa, brasiliano come me (…) Questo discorso avvenne a Norcia, durante il ritiro. Iaconi mi disse tuttavia che per realizzare questo progetto voleva l’assenso del presidente Camilli. La mattina dopo ci disse che l’okay era arrivato e ci mise a disposizione una macchina per raggiungere un autogrill dove con Turati incontrammo Da Costa (…)”.

La novità sarebbe quindi il coinvolgimento diretto delle società, nella persona del presidente Camilli. Per il Grosseto, che in fase di processo sportivo ha patteggiato con il procuratore federale Palazzi una pena di 6 punti da scontare nel prossimo campionato, la situazione si fa pesante. Già il patteggiamento era stato contestato da più parti perché ritenuto troppo mite – sarebbero addirittura otto le partite accomodate in cui compare la società toscana – e ora, se fosse dimostrata la partecipazione del massimo dirigente, la responsabilità oggettiva si tramuterebbe in responsabilità diretta. Per la responsabilità diretta scatta automaticamente la retrocessione, e non è previsto alcun patteggiamento né sconto di pena.