A Cortina d’Ampezzo torna la Guardia di Finanza. Questa volta nel mirino non ci sono facoltosi turisti ma il municipio e soprattutto il sindaco e altri dipendenti dell’amministrazione. Le fiamme gialle di Belluno sono entrate negli uffici del Comune alla ricerca di carte che provino la regolarità o meno di alcuni appalti, soprattutto quelli legati allo smaltimento dei rifiuti. Emerge da fonti investigative che gli indagati sono sette, tra cui il sindaco e alcuni assessori, ma dicono i militari è “un atto dovuto”.

L’indagine è partita l’anno scorso da alcuni lavori pubblici avviati nella vallata dove si ipotizzano i reati di abuso di ufficio e turbativa d’asta. Secondo quanto ha riferito il pm titolare dell’inchiesta, Antonio Bianco, fra gli indagati vi sarebbero amministratori in carica ed altri che lo erano in precedenza. Il sindaco Andrea Franceschi e le altre persone interne all’amministrazione cortinese, coinvolti nell’inchiesta per abuso d’uffico e turbativa d’asta, risultano anche indagate per violenza privata nei confronti del capo della polizia municipale. Su di lui vi sarebbero state pressioni affinché non posizionasse o rimuovesse dispositivi autovelox in determinati punti della viabilità comunale.

Le informazioni di garanzia sono state consegnate agli interessati contestualmente alla perquisizione, ancora in atto. Il primo cittadino ha fatto intanto sapere, attraverso la sua segreteria, che chiarirà pubblicamente la propria posizione al più presto attraverso la propria pagina di Facebook. Questo avverrà, fanno sapere, non appena saranno concluse le perquisizioni ancora in atto negli uffici comunali e ci sarà modo di analizzare i contenuti delle informazioni giudiziarie consegnate dalla Guardia di Finanza.

Dopo diverse ore appare il comunicato del sindaco sul social network nel suo profilo privato. “Respingo nella maniera più assoluta tutte le accuse mosse da una dipendente e che hanno portato ai controlli di questa mattina presso gli uffici del Comune e presso la mia abitazione. Qualora dovesse emergere che io avessi favorito anche in modo indiretto e marginale una persona a me vicina, non esiterei a lasciare immediatamente il mio incarico. Ma questo non accadrà”. Inoltre il primo cittadino esprime la sua opinione sulla “talpa”: “Il dipendente agisce sulla base di rancori personali,  l’anno scorso era stato tolto il ruolo di responsabile proprio dell’Ufficio Lavori Pubblici, visti i molteplici problemi creati all’Amministrazione Comunale con bandi sbagliati, ritardi, imprecisioni e dimenticanze di ogni genere. Una dipendente, infine, che da ben tre mesi non risponde alle lettere, alle email, e alle telefonate della Giunta e che proprio per questo ha bloccato cantieri importanti come quello dell’urbanizzazione della zona artigianale di Pian da Lago”.