Il 28 maggio di ogni anno si celebra la “Giornata mondiale del gioco” che intende riaffermare il diritto al gioco sancito all’art. 31 della Convenzione Internazionale sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Internazionale delle Ludoteche.

In un panorama generale sconfortante, dove anche il gioco è percepito principalmente come vizio, questa iniziativa riporta un po’ di speranza, perché sottolinea i migliori aspetti culturali del gioco, un’attività utile per l’educazione, la socializzazione e l’aggregazione.

Il grande Alex Randolph (il “padre” di tutti gli autori di giochi) diceva che il Gioco, come del resto l’Arte e la Musica, è una di quelle attività culturali “inutili, ma necessarie”, perché migliorano la vita stessa, fanno in modo che valga la pena viverla.

I principi ispiratori della Giornata Mondiale del Gioco sono largamente condivisibili: gratuità della partecipazione, gioco per tutti (bambini, famiglie, adulti, anziani, indipendentemente da età, genere e cultura) e gioco nelle sue molteplici forme (giocattoli, giochi di società, giochi sportivi, giochi tradizionali…). Insomma l’idea è di giocare dappertutto e tutti assieme, per divertirsi e niente di più.

La maggior parte degli eventi quest’anno viene anticipata a sabato 26 maggio. Tante sono le iniziative nel Bel Paese, ma la città capofila è certamente Udine, che dal 2004 organizza per l’occasione tantissimi eventi ludici nelle sue belle piazze. E tutti possono partecipare.

Il sindaco di Udine, Furio Honsell, è molto sensibile a questi temi e come presidente di Giona (Associazione delle Città in Gioco) ha firmato un protocollo di collaborazione con la UISP (Unione Italiana Sport per Tutti) proprio per lo sviluppo di queste iniziative culturali a largo spettro. E del resto la filosofia di base è la stessa, infatti la mission della UISP è promuovere lo sport e anche il gioco (inteso come “sport della mente”), ponendo l’accento molto di più nella libera partecipazione delle persone che nello sfrenato agonismo. E attraverso lo sport e il gioco – tiene a precisare il presidente Filippo Fossati – la UISP intende diffondere la cultura dei diritti, dell’ambiente e della solidarietà.

Intendiamoci, niente in contrario a una bella gara, anzi, un sano agonismo aggiunge a mio avviso il giusto pepe al divertimento. Sono le degenerazioni che fanno male, specchi di una società malata, come i ciclisti che si dopano per resistere a sforzi maggiori (non penserete mica che non si tratti di una pratica generalizzata…), come i cinesi che “allevano” i futuri ginnasti forzandoli da piccolissimi a snodarsi in modo del tutto innaturale o anche come i maestri di scacchi che si vendevano le partite.

Beh, tanti auguri a Giona, alla UISP e alle tante associazioni che collaborano con loro, come per esempio Ali per giocare: la loro mi sembra la via giusta.